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Accordo UE-Mercosur, Greenpeace: “Una minaccia per foreste, clima e agricoltura europea”

Accordo UE-Mercosur, Greenpeace: “Una minaccia per foreste, clima e agricoltura europea”

Il via libera all’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Paesi del Mercosur solleva forti preoccupazioni sul piano ambientale e sociale. Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’intesa viene duramente criticata da Greenpeace Italia, che denuncia il rischio di un aumento della deforestazione, di danni all’agricoltura europea e di un indebolimento degli impegni climatici dell’UE.

Le preoccupazioni di Greenpeace

Secondo Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, l’accordo ignora i costi ambientali e sociali legati allo scambio di materie prime provenienti dal Sud America. L’intesa potrebbe favorire l’importazione di prodotti associati alla deforestazione, come soia e carne bovina, a vantaggio di poche grandi aziende multinazionali. A pagarne il prezzo sarebbero invece gli agricoltori e i produttori europei, esposti a una concorrenza ritenuta insostenibile.

Deforestazione e mancanza di controlli efficaci

Uno dei punti più critici riguarda l’assenza di garanzie concrete sui controlli delle merci che entreranno nel mercato europeo. Greenpeace sottolinea come le promesse della Commissione europea su minori vincoli e maggiori risorse non affrontino i problemi strutturali dell’accordo. Senza sistemi di verifica solidi, il rischio è quello di aumentare l’importazione di prodotti legati alla distruzione delle foreste, in particolare in Amazzonia.

Il contesto europeo

L’accordo UE-Mercosur si inserisce, secondo Greenpeace, in uno scenario già allarmante. L’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo contro la deforestazione importata, noto come EUDR, insieme agli attacchi alla Moratoria sulla soia in Amazzonia, rappresentano segnali di una crescente tolleranza verso modelli economici dannosi per gli ecosistemi. In questo quadro, l’intesa commerciale rischia di aggravare ulteriormente la pressione sulle foreste.

Credibilità dell’UE a rischio nella lotta climatica

Procedere verso la ratifica dell’accordo significherebbe, secondo Borghi, mettere seriamente in discussione la credibilità dell’Unione Europea nella lotta alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità. L’UE si troverebbe a promuovere politiche commerciali in contrasto con gli obiettivi ambientali dichiarati nei principali accordi internazionali sul clima.

La scelta politica

Greenpeace conclude chiedendo all’Unione Europea e all’Italia di compiere una scelta chiara. Da un lato ci sono interessi economici di breve periodo, dall’altro la responsabilità di proteggere le foreste, il clima e i diritti delle comunità che vivono e custodiscono questi territori. La ratifica dell’accordo UE-Mercosur diventa così un banco di prova per il futuro delle politiche ambientali europee.

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