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Batterie e stoccaggio, il piano del governo per sostenere le rinnovabili

Batterie e stoccaggio, il piano del governo per sostenere le rinnovabili

La crescita degli impianti da fonti energetiche rinnovabili impone un’evoluzione parallela del sistema elettrico nazionale. Senza un adeguato sviluppo dei sistemi di accumulo, il rischio è quello di non riuscire a gestire l’energia prodotta nelle ore di massima generazione. È questo il messaggio centrale dell’intervento del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, nel corso di un’audizione presso la Commissione VIII del Senato.

Accumulo per le fonti rinnovabili

Secondo il ministro Pichetto, le simulazioni di supporto al sistema elettrico mostrano chiaramente che l’assenza di una capacità di accumulo adeguata potrebbe compromettere il pieno dispacciamento dell’energia rinnovabile prodotta. Nelle ore di maggiore produzione, in particolare da fotovoltaico ed eolico, la rete rischierebbe di non assorbire tutta l’energia disponibile, mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.

Capacity Market e MACSE

Nel suo intervento, il ministro ha richiamato i due principali strumenti attualmente attivi per l’approvvigionamento delle risorse di accumulo. Il Capacity Market è pensato per stimolare gli investimenti soprattutto nelle aree in cui l’adeguatezza del sistema elettrico risulta più critica.

Accanto a questo opera il MACSE, Meccanismo di approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio elettrico, riservato esclusivamente agli accumuli e progettato per favorire gli investimenti nel Mezzogiorno e nelle isole maggiori. Secondo Pichetto, questi strumenti di mercato hanno centrato l’obiettivo, sostenendo una forte crescita degli investimenti nei sistemi di accumulo a batterie, i cosiddetti Battery Energy Storage System.

Boom delle aste e crescita dei sistemi BESS

Un segnale chiaro dell’interesse del mercato arriva dalla prima asta dedicata alle batterie, che ha registrato una partecipazione pari a circa quattro volte il volume offerto. Un dato che conferma la centralità dei sistemi BESS nella transizione energetica italiana e la fiducia degli operatori nelle politiche di sostegno messe in campo dal governo.

I numeri dell’accumulo installato in Italia

Al 31 dicembre scorso, ha spiegato il ministro, in Italia risultava installata una potenza complessiva di 14,4 gigawatt di sistemi di accumulo. Di questi, sette gigawatt sono legati a impianti di pompaggio, mentre 7,4 gigawatt riguardano impianti BESS.

A questi si aggiungono le nuove autorizzazioni rilasciate dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Complessivamente sono stati emanati 132 decreti autorizzativi per impianti di accumulo, per una potenza totale di 11,2 gigawatt. Il picco si è registrato nel 2025, con 69 autorizzazioni e quasi 6,6 gigawatt complessivi.

Gli obiettivi al 2030

Guardando al futuro, l’obiettivo indicato dal ministro è quello di sviluppare entro il 2030 circa 122 gigawattora di capacità di copertura tramite sistemi di accumulo. Un traguardo ambizioso, che richiede anche un rafforzamento della macchina amministrativa.

L’incremento esponenziale delle richieste di Autorizzazione Unica per nuovi impianti ha reso necessaria la digitalizzazione dei procedimenti. In questo contesto si inserisce l’entrata in funzione del portale Permitting BESS, pensato per rendere più efficienti e trasparenti i processi autorizzativi e sostenere la crescita del settore dello stoccaggio elettrico.

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