Acqua potabile per 45mila persone a Pemba: realizzati due pozzi con il progetto LVIA
Sull’isola tanzaniana di Pemba l’acqua arriva a giorni alterni, quando arriva. Due nuovi pozzi nel distretto di Chake Chake cambieranno la vita di 45mila persone. Dietro il progetto, una partnership tra una ONG italiana e un’azienda del settore idrico.
Sull’Isola di Pemba, parte dell’arcipelago di Zanzibar in Tanzania, l’acqua potabile non è una certezza quotidiana. In molte aree il razionamento è la norma: poche ore al giorno, o a giorni alterni. Una condizione che pesa soprattutto su donne e bambini, costretti a dedicare ore al solo approvvigionamento idrico.
Il progetto Kijani Pemba
Per rispondere a questa emergenza silenziosa, nell’ottobre 2023 l’associazione LVIA ha avviato il progetto Kijani Pemba, con il sostegno dell’Unione Europea. L’iniziativa punta a rafforzare la resilienza delle comunità locali migliorando l’accesso all’acqua potabile in un contesto già fragilizzato dall’erosione costiera, dalla vulnerabilità climatica e da risorse idriche che dipendono in larga parte da pozzi superficiali esposti alla contaminazione.
Nel Distretto di Chake Chake, dove la disponibilità di acqua pro capite è nettamente inferiore agli standard nazionali, il progetto ha portato alla realizzazione di due nuovi pozzi nell’area di Shamiani, individuata in collaborazione con le comunità locali e le autorità competenti. Una volta completate le verifiche sulla qualità dell’acqua, i pozzi potranno fornire fino a 400.000 litri al giorno, raggiungendo circa 45.000 persone.
Il contributo di Acqua Sant’Anna
A sostenere concretamente il progetto è Acqua Sant’Anna, che ha aderito alla campagna “Acqua è Vita” di LVIA attraverso un Certificato dell’Acqua: uno strumento che garantisce acqua a 120 famiglie per un anno, finanziando la realizzazione dei pozzi e i controlli necessari per assicurare la potabilità.
«Garantire l’accesso all’acqua potabile significa migliorare concretamente la salute, il benessere e il futuro delle comunità», si legge nella nota dell’azienda, che ha scelto di tradurre questo principio in un intervento misurabile e verificabile sul campo.
Un impatto concreto sulla vita quotidiana
L’intervento permetterà di ridurre il razionamento idrico oggi diffuso nell’isola, con benefici diretti sulla qualità della vita e sulla salute pubblica. Meno tempo dedicato alla raccolta dell’acqua significa più tempo per l’istruzione, il lavoro e la cura della famiglia — un effetto moltiplicatore che gli esperti di cooperazione internazionale considerano tra i più efficaci per lo sviluppo delle comunità fragili.
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