Proposta legge allevamenti intensivi: le associazioni denunciano l’immobilismo delle istituzioni
Da marzo 2024, data di presentazione della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, gli allevamenti intensivi italiani continuano a registrare gravi impatti ambientali, sanitari e sociali. Solo nell’ultimo anno, oltre 7 milioni e mezzo di avicoli sono stati abbattuti a causa di 150 focolai di aviaria, con costi per lo Stato che superano le decine di milioni di euro.
Crescita degli allevamenti intensivi e declino di quelli familiari
Mentre il numero complessivo degli allevamenti diminuisce, le aziende diventano sempre più grandi e industrializzate. Il comparto avicolo ha registrato una crescita del 31% negli ultimi dieci anni, mentre allevamenti di bovini da latte, linea vacca-vitello e suini diminuiscono rispettivamente del 16%, 12% e 31%. Gli allevamenti familiari sono sempre più marginalizzati.
Iniziative locali a sostegno della transizione agroecologica
Di fronte all’immobilismo nazionale, diversi comuni italiani hanno introdotto piani regolatori per limitare gli allevamenti intensivi e tutelare il tessuto produttivo tradizionale. Tra questi Gonzaga e Pavia, ma anche municipi di Roma (XI) e Milano (VI) hanno approvato mozioni a sostegno della legge. Altri 12 comuni hanno aderito nei mesi scorsi.
La proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”
La proposta mira a una transizione agroecologica della zootecnia, affrontando problemi ambientali, sanitari ed etici legati agli allevamenti intensivi. Nonostante il supporto di 23 parlamentari e numerose associazioni, la legge è ancora ferma in Commissione Agricoltura alla Camera.
L’appello delle associazioni
Le associazioni promotrici – Terra!, Greenpeace Italia, WWF Italia, Lipu e ISDE – chiedono alla politica nazionale di attivarsi per garantire salute e sicurezza di cittadini e animali, dando concretezza a una proposta di legge che rappresenta una risposta urgente agli impatti degli allevamenti intensivi.
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