Addio ad Antonino Zichichi: il fisico che ha messo in discussione le teorie sul cambiamento climatico
E’ morto questa mattina all’età di 96 anni il fisico italiano di fama internazionale Antonino Zichichi, noto per le sue ricerche in fisica delle particelle e per la divulgazione scientifica. Negli ultimi anni della sua vita ha attirato l’attenzione non soltanto per il suo lavoro accademico, ma anche per le critiche espresse nei confronti della narrativa dominante sul cambiamento climatico, in particolare riguardo alle cause principali di questo fenomeno e al ruolo dell’uomo.
Chi era Antonino Zichichi
Zichichi è nato a Trapani nel 1929 e ha avuto una carriera lunga e prestigiosa nel campo della fisica teorica e nucleare. Ha fondato il Centro Ettore Majorana di Erice, è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ed è stato anche eletto presidente della Società Europea di Fisica, oltre a ricevere numerosi riconoscimenti internazionali. Pur non essendo un climatologo, ha spesso commentato le questioni ambientali e climatiche, suscitando dibattito sia in Italia che all’estero.
La distinzione tra cambiamento climatico e inquinamento
Una delle critiche più ricorrenti di Zichichi riguarda la confusione a suo avviso esistente tra cambiamento climatico e inquinamento. In varie interviste aveva affermato che queste due questioni sono distinte e non dovrebbero essere trattate come se fossero la stessa cosa. Secondo Zichichi l’inquinamento antropico è un problema reale e dannoso per la salute umana, ma non significa automaticamente che sia la causa principale del cambiamento climatico globale. In un’intervista aveva invece dichiarato che attribuire il cambiamento climatico all’uomo è “senza fondamento scientifico” e definisce questa interpretazione un vero e proprio “inquinamento culturale”.
Il ruolo dell’attività solare
Zichichi ha spesso messo in evidenza il ruolo dell’attività solare nell’influenzare il clima terrestre. In diverse uscite pubbliche aveva sostenuto che “il Sole è il motore principale del clima”, molto più influente delle attività umane. In un’intervista del 2019 aveva affermato che le attività umane incidono solo per una piccola frazione (circa 5 per cento) sul cambiamento climatico, mentre “il restante 95 per cento dipenderebbe da fenomeni naturali legati al Sole”.
Dubbi sui modelli climatici
Un altro punto centrale delle critiche di Zichichi ha riguardato l’affidabilità dei modelli matematici utilizzati per prevedere l’evoluzione climatica. Secondo il fisico “la scienza non possiede un’equazione climatica definitiva” e quindi non è possibile prevedere con certezza l’evoluzione futura del clima. In passato ha sfidato i climatologi a dimostrare con modelli affidabili che il riscaldamento globale sarebbe causato principalmente dall’uomo, definendo tali affermazioni troppo semplificate.
Critiche al “terrorismo ambientale”
Zichichi ha anche criticato ciò che ha definito ecoansia e “allarmismi legati al clima”. In alcune dichiarazioni aveva inoltre suggerito che l’ansia climatica diffusa tra cittadini e giovani è in parte indotta da narrative mediatiche e politiche e non riflette necessariamente un consenso basato su prove scientifiche solide. Secondo Zichichi la scienza dovrebbe affrontare il clima con rigore e senza semplificazioni eccessive**.
L’impatto delle sue posizioni
Le opinioni di Antonino Zichichi sul cambiamento climatico sono state considerate controverse e spesso divergono nettamente dal consenso prevalente della comunità scientifica climatologica, ma è rimasta sempre una figura autorevole e di spicco nel panorama scientifico italiano, anche per il suo ruolo di divulgatore e le sue numerose apparizioni in tv dove ha spiegato l’universo a milioni di italiani.
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