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Apple e il caso greenwashing in Germania: la giustizia blocca il claim “emissioni zero”

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Apple e il caso greenwashing in Germania: la giustizia blocca il claim “emissioni zero”

Apple finisce sotto i riflettori della giustizia tedesca per la sua strategia climatica. Una sentenza del tribunale regionale di Francoforte ha infatti stabilito che le dichiarazioni sull’impatto ambientale nullo dell’Apple Watch Series 9 sono infondate e potenzialmente fuorvianti per i consumatori. La decisione apre un fronte delicato nel confronto tra trasparenza ambientale e marketing sostenibile nel settore tecnologico.

La strategia ambientale di Apple messa in discussione

Apple aveva promosso alcuni modelli del proprio smartwatch come prodotti a emissioni zero, puntando su una serie di progetti di compensazione ambientale. Al centro delle critiche è finito un programma di riforestazione in Paraguay, basato sulla piantagione di alberi di eucalipto. Il piano rientrava nella strategia di Apple per raggiungere la neutralità carbonica, obiettivo fissato per l’anno 2030.

Il tribunale ha però evidenziato un punto debole fondamentale: la temporaneità del progetto. Circa il 75% dei terreni utilizzati per la riforestazione è stato concesso ad Apple solo fino al 2029, senza garanzie sulla sua continuità successiva. Questo limite temporale, secondo i giudici, compromette la credibilità del claim “zero emissioni”.

L’accusa di greenwashing e il ruolo delle ONG

La causa è stata portata avanti da Deutsche Umwelthilfe (DUH), una delle principali organizzazioni ambientaliste in Germania. Il suo direttore generale, Juergen Resch, ha accusato Apple di ingannare i consumatori con promesse ambientali non verificabili, parlando di un sistema simile alle “indulgenze carboniche”.

Questo approccio ricorda il concetto di acquistare compensazioni ambientali per alleggerire le proprie responsabilità, senza ridurre effettivamente le emissioni. Il caso rappresenta uno dei primi in cui un tribunale europeo ha condannato specifiche pratiche di marketing ambientale legate alla compensazione del carbonio.

La risposta di Apple e le prospettive future

Apple ha reagito immediatamente, difendendo la propria strategia ambientale. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che il progetto in Paraguay è stato selezionato con criteri rigorosi e rispecchia le linee guida europee e internazionali. La compagnia sostiene che l’approccio misto, che unisce riduzione delle emissioni e rimozione attraverso progetti naturali, sia essenziale per raggiungere la neutralità climatica.

Pur criticando la sentenza, Apple ha riconosciuto che dovrà probabilmente rivedere alcuni aspetti delle proprie strategie di compensazione. L’obiettivo dichiarato rimane invariato: rendere tutti i prodotti carbon neutral entro il 2030.

Marketing ambientale

Il verdetto tedesco apre la strada a una maggiore attenzione verso l’accuratezza delle affermazioni ambientali fatte dalle aziende, in particolare nel settore tecnologico. I progetti di offset, pur essendo strumenti utili, non possono sostituire interventi strutturali nella filiera produttiva.

La trasparenza sulle iniziative ambientali sta diventando un elemento centrale nelle valutazioni di brand reputation. Le imprese dovranno quindi adottare standard sempre più solidi per evitare accuse di greenwashing e garantire affidabilità nelle comunicazioni rivolte ai consumatori.

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