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Arctic Metagaz, bomba ecologica alla deriva nel Canale di Sicilia: 60mila tonnellate di gas a 26 miglia da Linosa

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Arctic Metagaz, bomba ecologica alla deriva nel Canale di Sicilia: 60mila tonnellate di gas a 26 miglia da Linosa

Una metaniera russa lunga 277 metri, senza equipaggio, con 60mila tonnellate di gas liquefatto e 900 tonnellate di gasolio a bordo, vaga da dieci giorni nel Mediterraneo centrale. Il WWF lancia l’allarme: rischio ambientale elevatissimo in una delle aree marine più preziose del bacino.

Non è un film catastrofico. È quello che sta accadendo in queste ore nel Canale di Sicilia, a poche decine di miglia dalle coste italiane.

Cosa è successo

Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 2026 la metaniera russa Arctic Metagaz è stata coinvolta in una serie di esplosioni seguite da un vasto incendio nel Mediterraneo centrale, in acque internazionali tra Malta e la Libia. La nave, lunga circa 277 metri, trasportava circa 61.000 tonnellate di gas naturale liquefatto partite da Murmansk e dirette a Port Said, in Egitto.

I 30 marittimi russi a bordo sono stati evacuati su scialuppe di salvataggio e recuperati da una nave di passaggio, la petroliera omanita Respect, che li ha successivamente trasferiti verso la Libia. Da allora, la nave è rimasta in balia delle correnti, senza controllo.

Una nave della “flotta ombra” russa

La Arctic Metagaz era già sotto sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea, in quanto parte della cosiddetta “flotta ombra” russa: vecchie navi impiegate per trasportare petrolio e gas aggirando le restrizioni occidentali. La Russia ha accusato l’Ucraina dell’attacco, sostenendo che avesse colpito la nave con droni marini. Finora l’Ucraina non ha risposto alle accuse.

La vicenda mette in evidenza una fragilità strutturale del sistema marittimo internazionale: la presenza di flotte di navi che operano ai margini del sistema assicurativo e regolatorio tradizionale, spesso utilizzate per aggirare sanzioni. In caso di incidente, la gestione delle conseguenze ricade inevitabilmente sugli Stati rivieraschi.

L’allarme ambientale del WWF

L’area in cui si trova la nave è tra le più sensibili del Mediterraneo. Secondo il WWF, una potenziale fuoriuscita potrebbe causare incendi, nubi criogeniche letali per la fauna marina e un inquinamento ampio e duraturo. «L’area interessata è di eccezionale valore ecologico, con ecosistemi profondi fragili e una biodiversità tra le più elevate del bacino mediterraneo», avverte Giulia Prato, responsabile Programma Mare del WWF Italia. «Ospita quasi tutte le specie marine protette del Mediterraneo, sia pelagiche che bentoniche, ed è attraversata da grandi predatori pelagici come il tonno rosso e il pescespada».

Giuseppe Di Carlo, Direttore del WWF Mediterranean Marine Initiative, sottolinea l’urgenza di un coordinamento internazionale: «È fondamentale garantire un’immediata coordinazione tra le autorità competenti e un rapido dispiegamento delle misure di prevenzione e risposta, per scongiurare un disastro ambientale che rischierebbe di colpire non solo la biodiversità marina, ma anche le comunità costiere e le attività di pesca dell’area».

La risposta del governo italiano

Il governo italiano ha assicurato al governo di Malta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento, confermando la propria disponibilità a svolgere attività di supporto in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto.

Due mezzi della Marina militare italiana — un rimorchiatore e un’unità antinquinamento — presidiano il tratto di mare tra le Pelagie e Malta, pronti a intervenire in caso di emergenza. Secondo quanto si è appreso, al momento non ci sarebbe rischio inquinamento immediato.

Dove si trova adesso

Dopo essersi avvicinata prima a Lampedusa e poi a Linosa, la nave si starebbe dirigendo ora verso Malta. La situazione resta sotto stretta osservazione della Presidenza del Consiglio e della Protezione Civile, che starebbero valutando possibili opzioni di intervento, incluso il coinvolgimento di società specializzate nel recupero di relitti.

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