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In Toscana migliora la qualità dell’Aria. Ecco le misure più efficaci

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In Toscana migliora la qualità dell’Aria. Ecco le misure più efficaci

I primi dati sulla qualità dell’aria in Toscana relativi all’anno 2025 tracciano un quadro di cauto ottimismo. Secondo le anticipazioni fornite da ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale), si registra una generale diminuzione dei principali inquinanti atmosferici, sebbene permangano criticità localizzate legate alla morfologia del territorio e a specifici parametri chimici.

L’assessore regionale all’ambiente, David Barontini, ha commentato i risultati sottolineando l’efficacia delle politiche di mobilità sostenibile, pur ribadendo la necessità di non abbassare la guardia.

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Analisi degli Inquinanti: PM10 NO2 e Ozono

Le rilevazioni della Rete regionale di monitoraggio evidenziano trend differenti per i principali marker della qualità dell’aria:

  • Particolato (PM10 e PM2,5): In calo in gran parte delle province. Tuttavia, la Piana di Lucca si conferma l’area più critica a causa di condizioni meteo-climatiche che favoriscono il ristagno delle polveri sottili.
  • Biossido di Azoto (NO2): Risultati significativi a Firenze, dove la contrazione delle emissioni è direttamente collegata alle strategie di transizione energetica e mobilità urbana.
  • Ozono (O3): Rappresenta la sfida principale. I limiti normativi vengono ancora superati in diverse aree della regione, risentendo fortemente dell’irraggiamento solare e delle temperature estive.

Incentivi per i cittadini: i bandi attivi nel 2026

Per contrastare l’inquinamento da biomasse legnose, tra le principali fonti di PM10, la Regione Toscana ha messo in campo due strumenti di finanziamento destinati ai residenti dei 14 comuni con i livelli di sforamento più frequenti (tra cui Lucca, Capannori, Montecatini Terme e Pescia).

1. Bando Caminetti

  • Contributo: Fino a 3.000 euro.
  • Intervento: Riqualificazione di focolari aperti o sostituzione di generatori obsoleti.
  • Requisiti: Installazione di apparecchi certificati minimo 4 stelle o pompe di calore.

2. Bando “Casa a zero emissioni”

  • Contributo: Fino a 12.500 euro (calcolato su base ISEE).
  • Intervento: Dismissione completa di impianti inquinanti (caldaie a gasolio, biomassa o camini).
  • Tecnologia: Installazione di pompe di calore ad alta efficienza abbinate a sistemi fotovoltaici o solari termici.

La visione politica

L’assessore Barontini ha ribadito che il miglioramento registrato nel 2025 è frutto di una strategia integrata, ma la strada verso gli obiettivi di salute pubblica è ancora lunga. “Dobbiamo continuare a investire in politiche di riduzione delle emissioni – ha dichiarato – senza fermarci ai risultati pur positivi raggiunti, specialmente per proteggere le aree geograficamente più svantaggiate”.

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