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Auto elettriche più convenienti con il caro petrolio: la benzina costa fino a cinque volte di più

prezzi carburanti marzo 2026

Auto elettriche più convenienti con il caro petrolio: la benzina costa fino a cinque volte di più

L’aumento dei prezzi del petrolio, spinto anche dalle tensioni legate al conflitto con l’Iran, sta avendo effetti diretti sui costi di mobilità in Europa. Secondo una nuova analisi di Transport & Environment, chi guida un’auto a benzina è molto più esposto agli shock energetici rispetto a chi utilizza un veicolo elettrico.

Con il greggio che supera i 100 dollari al barile, il divario tra le due tecnologie diventa sempre più evidente, trasformando la scelta dell’auto in una questione economica oltre che ambientale.

Benzina contro elettrico: quanto si spende davvero

I dati mostrano una differenza significativa nei costi di utilizzo. Percorrere 100 chilometri con un’auto a benzina costa mediamente 14,20 euro, con un aumento di 3,80 euro legato direttamente al rincaro del petrolio.

Nel caso delle auto elettriche, il costo medio per la ricarica è di 6,50 euro ogni 100 chilometri, con un incremento molto più contenuto, pari a circa 0,70 euro. Questo aumento è dovuto principalmente al rialzo del prezzo dell’elettricità, a sua volta influenzato dal costo del gas.

Il risultato è che il maggiore costo per chi utilizza la benzina risulta circa cinque volte superiore rispetto a chi guida un’auto elettrica.

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L’impatto sulle flotte aziendali e sui grandi utilizzatori

La differenza diventa ancora più marcata per le flotte aziendali, che percorrono molti più chilometri rispetto ai veicoli privati. Secondo l’analisi, ogni auto a benzina può comportare un aumento mensile di circa 89 euro, mentre per un’auto elettrica il costo aggiuntivo si ferma a circa 16 euro.

Questi numeri evidenziano come la transizione all’elettrico non sia solo una scelta ambientale, ma anche una strategia di contenimento dei costi per le imprese.

Dipendenza dal petrolio e costi per l’Europa

L’analisi evidenzia anche il peso della dipendenza energetica europea. Nel 2025 l’Unione Europea ha importato circa un miliardo di barili di petrolio destinati alle automobili, per un valore complessivo di 67 miliardi di euro.

Allo stesso tempo, gli 8 milioni di veicoli elettrici già presenti sulle strade europee hanno contribuito a ridurre la domanda di petrolio, evitando il consumo di 46 milioni di barili e generando un risparmio stimato in 2,9 miliardi di euro.

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Il dibattito europeo sugli obiettivi climatici

Il tema dei veicoli elettrici è al centro del confronto politico europeo. La Commissione europea ha proposto un indebolimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni, nell’ambito del cosiddetto Pacchetto Automotive.

Alcuni leader europei, tra cui Friedrich Merz e Giorgia Meloni, sostengono una revisione al ribasso degli standard, opponendosi anche a obiettivi più stringenti per le flotte aziendali. Secondo gli analisti, una simile scelta rischierebbe di rallentare la diffusione dei veicoli elettrici e prolungare la dipendenza dal petrolio.

Perché accelerare sull’elettrico conviene anche economicamente

Secondo le stime, rafforzare gli obiettivi del Pacchetto Automotive potrebbe ridurre le importazioni di petrolio dell’Unione Europea di circa 45 miliardi di euro tra il 2026 e il 2035.

Inoltre, una maggiore diffusione dei veicoli elettrici contribuirebbe ad abbassare i prezzi grazie alle economie di scala e all’arrivo di modelli più accessibili. Un recente rapporto evidenzia infatti che il prezzo medio delle auto elettriche nell’UE è diminuito per la prima volta dal 2020, segnale di un mercato in rapida evoluzione.

Il ruolo delle flotte aziendali nella transizione

Le flotte aziendali rappresentano un elemento chiave per accelerare la diffusione dell’elettrico. Sono infatti la principale fonte di veicoli per il mercato dell’usato, rendendo accessibili le auto anche a chi non può permettersi un modello nuovo.

Secondo l’analisi, politiche più ambiziose potrebbero portare entro il 2035 a 3,6 milioni di veicoli elettrici usati in più sul mercato europeo, ampliando i benefici economici della transizione anche alle famiglie.

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