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Flygskam e inquinamento: come l’aviazione può ridurre l’impatto ambientale senza tagliare i voli

Flygskam e inquinamento: come l’aviazione può ridurre l’impatto ambientale senza tagliare i voli

Ridurre le emissioni dell’aviazione senza diminuire il numero dei voli è possibile. A sostenerlo è un nuovo studio pubblicato su Nature Communications Earth & Environment, che individua strategie concrete per abbassare l’impatto climatico del trasporto aereo e, allo stesso tempo, ridurre la flygskam, la vergogna di volare legata all’inquinamento atmosferico.

Classi premium e riduzioni emissioni

Secondo i ricercatori, uno dei passi più efficaci consiste nell’eliminazione delle classi premium, ovvero quelle intermedie tra economy e business. Anche la stessa business class dovrebbe essere ripensata. I posti premium, infatti, occupano più spazio e trasportano meno passeggeri a parità di volo, aumentando in modo significativo le emissioni per persona.

Le tre strategie chiave

Lo studio dell’Università di Oxford evidenzia tre azioni principali che potrebbero portare a una riduzione delle emissioni globali dell’aviazione compresa tra il 50% e il 75%. La prima riguarda l’utilizzo di aeromobili più efficienti dal punto di vista del consumo di carburante. La seconda è il passaggio a configurazioni all-economy. La terza prevede un aumento del carico di passeggeri su ogni volo.

L’impatto reale dei voli inefficienti

Le conclusioni si basano sull’analisi di oltre 27 milioni di voli commerciali effettuati nel 2023, che hanno collegato 26mila coppie di città e trasportato quasi 3,5 miliardi di passeggeri. I dati mostrano che i voli meno efficienti producono quasi 30 volte più emissioni rispetto a quelli migliori, con valori che vanno da 900 grammi a 30 grammi di CO2 per chilometro e per passeggero. La media globale si attesta a 84,4 grammi di CO2 per chilometro.

Aerei più efficienti e voli più pieni

Secondo Milan Klower del Dipartimento di Fisica di Oxford, una politica incentrata sull’efficienza potrebbe ridurre rapidamente le emissioni del settore aereo di oltre la metà, senza attendere lo sviluppo di carburanti alternativi. Un primo miglioramento, legato all’uso di aeromobili più efficienti, porterebbe a una riduzione immediata dell’11%. L’eliminazione delle classi premium e l’aumento del numero di passeggeri trasportati consentirebbero ulteriori tagli, con riduzioni stimate tra il 22% e il 57%.

Tasso di occupazione dei voli

Un altro elemento chiave è il riempimento degli aerei. Nel 2023 il tasso medio di occupazione dei posti è stato del 79%. Viaggiare con voli sempre pieni potrebbe ridurre ulteriormente le emissioni di circa il 16%, rendendo il sistema più efficiente senza intervenire sulla frequenza dei collegamenti.

Le responsabilità delle compagnie aeree

Secondo Stefan Gössling, coautore dello studio, le politiche basate sull’efficienza non solo riducono le emissioni, ma possono anche essere economicamente vantaggiose per le compagnie aeree. Tuttavia, molte continuano a utilizzare aeromobili vecchi, con bassi tassi di occupazione e una quota crescente di posti premium. Un cambiamento di strategia, che coinvolga anche aeroporti e infrastrutture, potrebbe quindi avere benefici ambientali ed economici immediati.

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