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Trasporto aereo e clima: senza ridurre i voli non si potranno diminuire le emissioni

Trasporto aereo e clima: senza ridurre i voli non si potranno diminuire le emissioni

Il trasporto aereo difficilmente potrà diventare davvero sostenibile alle condizioni e nei tempi previsti dalle politiche europee. Secondo un nuovo rapporto del think tank francese The Shift Project, i carburanti alternativi o non fossili per l’aviazione non saranno disponibili in quantità sufficienti per sostituire completamente il cherosene fossile nel prossimo futuro.

Lo studio mette in discussione l’idea che l’innovazione tecnologica e i nuovi carburanti possano da soli permettere al settore aeronautico di raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050. La conclusione degli esperti è netta: senza una riduzione del traffico aereo globale, l’aviazione non riuscirà a rispettare gli obiettivi climatici internazionali.

Perché l’aviazione non può diventare sostenibile

Secondo il rapporto, anche negli scenari più ottimistici i carburanti alternativi per l’aviazione non saranno prodotti abbastanza rapidamente o in volumi sufficienti per sostituire completamente il cherosene.

Le tecnologie più promettenti riguardano i carburanti sintetici per l’aviazione, ma anche queste soluzioni non sono in grado di sostenere una crescita continua del traffico aereo globale. In altre parole, se il numero di voli continuerà ad aumentare secondo le attuali previsioni del settore, le emissioni dell’aviazione non diminuiranno abbastanza velocemente per rispettare gli obiettivi climatici stabiliti a livello internazionale.

Questo scenario mette in discussione le strategie attuali dell’Unione europea, che punta molto sulla diffusione dei carburanti sostenibili per decarbonizzare il trasporto aereo.

I limiti dei biocarburanti per l’aviazione

Il rapporto evidenzia diverse criticità legate ai biocarburanti per l’aviazione, noti anche come BioSAF.

Questi combustibili vengono prodotti a partire da biomassa sostenibile, ma la disponibilità di questa risorsa è limitata e fortemente contesa da altri settori economici. Terreni agricoli, tutela degli ecosistemi e produzione alimentare rappresentano fattori che riducono la quantità di biomassa disponibile per il settore aeronautico.

Un’espansione massiccia dei biocarburanti potrebbe inoltre aumentare la pressione sulla biodiversità e sulle risorse idriche, generando nuovi impatti ambientali.

I carburanti sintetici richiedono enormi quantità di energia

Un’altra opzione tecnologica è rappresentata dai cosiddetti e-SAF, carburanti sintetici prodotti a partire da idrogeno e carbonio catturato dall’atmosfera o da processi industriali.

Questi combustibili non dipendono dall’uso del suolo come i biocarburanti, ma richiedono quantità molto elevate di elettricità a basse emissioni di carbonio.

Secondo lo studio, sostituire l’attuale consumo globale di cherosene con carburanti sintetici richiederebbe circa 10.000 terawattora di elettricità all’anno. Si tratta di una quantità pari a circa un terzo dell’attuale produzione mondiale di energia elettrica, un livello difficilmente raggiungibile nel breve periodo.

Senza riduzione dei voli le emissioni non caleranno

Il rapporto evidenzia quindi un problema strutturale per il settore aeronautico. Se il traffico aereo globale continuerà a crescere secondo le proiezioni attuali, le emissioni dell’aviazione non diminuiranno entro il 2050.

Secondo gli autori dello studio, la riduzione della domanda di voli nel breve e medio termine diventa quindi una delle condizioni necessarie per allineare il settore agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima.

In pratica, se le compagnie aeree non potranno accedere a una quantità sufficiente di carburanti sostenibili, il consumo complessivo di carburante dovrà diminuire, e di conseguenza anche il numero di voli.

Le possibili strategie per ridurre l’impatto climatico dell’aviazione

Il rapporto invita i decisori politici a valutare nuove strategie per affrontare il problema delle emissioni del trasporto aereo.

Tra le misure suggerite ci sono la sperimentazione di politiche di gestione della domanda di voli, la riforma degli incentivi economici per il settore e una regolamentazione più attenta dell’offerta di trasporto aereo.

Un altro elemento chiave riguarda l’aumento degli investimenti nelle alternative di mobilità sostenibile, come il trasporto ferroviario ad alta velocità, che può rappresentare un’opzione più efficiente dal punto di vista energetico per molte tratte a corto e medio raggio.

Secondo il think tank francese, solo una combinazione di innovazione tecnologica, cambiamenti nelle politiche di trasporto e riduzione della domanda di voli potrà permettere al settore aeronautico di avvicinarsi agli obiettivi climatici globali.

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