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Cambiamenti climatici e caffè, il riscaldamento globale minaccia la produzione

Cambiamenti climatici e caffè, il riscaldamento globale minaccia la produzione

I principali produttori mondiali di caffè, tra cui Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia, stanno vivendo una vera e propria “febbre del pianeta”. Secondo uno studio di Climate Central, ciascun Paese ha registrato in media 57 giorni aggiuntivi all’anno con temperature superiori ai 30°C, soglia critica per le piante di caffè. Questo fenomeno, direttamente collegato ai cambiamenti climatici, mette a dura prova la coltivazione dei chicchi.

Impatti sulla coltivazione e sulla qualità

Lo stress da calore riduce la resa delle piante, può alterare la qualità dei chicchi e aumenta la vulnerabilità a malattie e parassiti. La combinazione di questi fattori può portare a una diminuzione dell’offerta globale, generando possibili rincari per i consumatori e rendendo la produzione più incerta.

Consumo globale e dipendenza dalla produzione

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, con circa 2,2 miliardi di tazze bevute ogni giorno. Negli Stati Uniti, due terzi degli adulti ne fanno uso quotidiano. Climate Central ha utilizzato il Climate Shift Index per confrontare le temperature osservate tra il 2021 e il 2025 con un mondo ipotetico senza inquinamento da carbonio, stimando così l’impatto del riscaldamento globale sulla produzione di caffè.

Futuro incerto per l’approvvigionamento

Con l’aggravarsi del cambiamento climatico, l’approvvigionamento globale di caffè potrebbe diventare sempre più instabile. La semplice abitudine della tazzina quotidiana si trasforma in una questione di sostenibilità e resilienza agricola, richiedendo strategie di adattamento per proteggere le coltivazioni e garantire la disponibilità del prodotto a lungo termine.

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