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Cambiamenti climatici e debito pubblico: l’allarme della BCE sui rischi per Italia e Paesi indebitati

alluvione

Cambiamenti climatici e debito pubblico: l’allarme della BCE sui rischi per Italia e Paesi indebitati

I cambiamenti climatici, con fenomeni estremi come siccità e alluvioni, stanno diventando un fattore sempre più rilevante per la stabilità dei conti pubblici. Secondo un’analisi pubblicata sul blog della Banca centrale europea, il clima può incidere direttamente sul costo del debito sovrano, soprattutto nei Paesi altamente indebitati come l’Italia e in quelli in via di sviluppo.

L’impatto non è solo ambientale o sociale, ma anche finanziario: gli eventi meteorologici estremi possono spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato e aumentare la pressione sui bilanci pubblici.

Come il cambiamento climatico incide sulle finanze pubbliche

La relazione della BCE evidenzia diversi canali di trasmissione del rischio climatico sui conti dello Stato.

In primo luogo, le politiche di adattamento e mitigazione richiedono maggiori investimenti pubblici. Ciò significa più spesa per infrastrutture resilienti, tecnologie verdi e misure di prevenzione dei disastri naturali. In alcuni casi, i governi potrebbero essere costretti a dirottare risorse da investimenti produttivi verso interventi legati alla transizione ecologica.

In secondo luogo, il cambiamento climatico può influenzare direttamente i mercati finanziari, incidendo sui prezzi delle obbligazioni sovrane. Se i titoli di Stato diventano meno attraenti per gli investitori, il Paese potrebbe essere costretto a offrire rendimenti più elevati per collocare il proprio debito, aumentando così il costo complessivo del finanziamento.

L’effetto sugli spread e sui rendimenti dei titoli di Stato

Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda l’andamento dei rendimenti in seguito a eventi climatici estremi, come tempeste o alluvioni.

In una fase iniziale, Paesi ad alto debito come l’Italia potrebbero persino registrare un calo temporaneo dei rendimenti, grazie alle aspettative di sostegno esterno o a misure di emergenza. Tuttavia, con il progressivo accumularsi delle pressioni di bilancio, i rendimenti tendono ad aumentare in modo persistente, segnalando un incremento del premio al rischio richiesto dagli investitori.

Secondo i dati riportati dalla BCE, nei casi di risposte a tempeste, i Paesi ad alto debito mostrano aumenti dei rendimenti dei titoli sovrani fino al 22 per cento rispetto al campione di riferimento. Per un’economia avanzata con un rendimento medio decennale del 3 per cento, ciò equivale a circa 66 punti base in più. Per un’economia emergente con rendimento medio del 6,4 per cento, l’aumento può superare i 140 punti base.

Si tratta di variazioni significative, che incidono direttamente sulla spesa per interessi e quindi sull’equilibrio dei conti pubblici.

I costi diretti e indiretti dei disastri naturali

Oltre all’aumento del costo del debito, i disastri naturali generano un impatto immediato sui bilanci statali.

Tra i costi diretti rientrano l’assistenza di emergenza e la ricostruzione post-disastro, che comportano un aumento della spesa pubblica. A questi si aggiungono gli effetti indiretti, come la riduzione delle entrate fiscali dovuta all’interruzione della produzione o alla contrazione dell’attività economica.

Ulteriori pressioni possono derivare dall’aumento della spesa per il sostegno alimentare ed energetico, soprattutto quando gli eventi climatici estremi incidono sui prezzi delle materie prime.

I rischi per i Paesi ad alto debito

Dall’analisi emerge un quadro chiaro: i Paesi con un elevato livello di debito pubblico sono meno attrezzati per affrontare l’impatto di eventi meteorologici gravi e, allo stesso tempo, sostenere gli investimenti necessari per la transizione verde.

Per questo motivo, secondo la BCE, i responsabili politici a livello nazionale ed europeo devono approfondire la comprensione del legame tra sforzi di transizione climatica e costi di indebitamento. Serve inoltre un rafforzamento della cooperazione internazionale per affrontare congiuntamente le sfide climatiche e quelle legate al debito sovrano.

Il cambiamento climatico non rappresenta quindi solo una questione ambientale, ma un fattore strutturale capace di influenzare crescita economica, stabilità finanziaria e sostenibilità dei conti pubblici nel lungo periodo.

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