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Cambiamento climatico: verso la catastrofe

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Cambiamento climatico: verso la catastrofe

Una nuova analisi della letteratura sul cambiamento climatico globale, redatta da un team internazionale di oltre 200 ricercatori, non lascia spazio a dubbi: l’umanità sta procedendo verso una catastrofe, a meno che non vengano adottate misure significative per modificare questa direzione.

Il nuovo Global Tipping Points Report, la più ampia valutazione condotta sui “punti di non ritorno”, mostra danni climatici della portata di trilioni di dollari statunitensi. Non solo, miliardi di persone in tutto il mondo sono a rischio indigenza e milioni di vite sono minacciate a causa del surriscaldamento globale.

Gli autori concludono che l’attuale governance globale non è sufficiente per affrontare la sfida della riduzione dei combustibili fossili e della crescita delle soluzioni a zero emissioni. Propongono infine sei raccomandazioni chiave per modificare rapidamente la direzione, ricordando che invertire la rotta è ancora possible.

Ecosistemi sull’orlo della crisi

La ricerca mette in evidenza punti critici (o di non ritorno), ovvero improvvisi e massicci mutamenti nelle condizioni ecologiche causati dalla combinazione di più piccoli cambiamenti ambientali.

A seguito del riscaldamento globale, che procede spedito verso il superamento di 1.5 °C, il rapporto rileva almeno cinque punti critici che potrebbero essere innescati. Tra questi, la distruzione diffusa delle barriere coralline e il collasso dei più grandi ghiacciai, che potrebbero a loro volta generare una maggiore e più diffusa condizione di caos. Il rapporto individua infatti diverse interazioni tra i punti critici principali in tutto il mondo, evidenziando una moltiplicazione del rischio di destabilizzare le condizioni del pianeta.



Ap-set-banner-Ambiente-in-Salute-728x90-1 Cambiamento climatico: verso la catastrofe

Alcuni ecosistemi sull’orlo di cambiamenti significativi, come i ghiacciai della Groenlandia, hanno soglie così basse per il punto critico da poter essere considerati scatenanti di catene di effetti che si propagano in tutto il globo, facendo collassare altri sistemi, avvertono ancora i ricercatori.

Non solo, dalla ricerca emerge come, in passato, anche minime variazioni naturali nelle concentrazioni di gas serra abbiano dato luogo ad effetti a catena, modificando il livello del mare ed interi ecosistemi.

“Senza un’azione climatica più significativa ci aspettiamo di vedere un simile effetto domino, legato ai cambiamenti molto più rapidi nelle concentrazioni di gas serra causati dall’utilizzo dei combustibili fossili”, ha dichiarato Caroline Lear, una delle ricercatrici della Cardiff University conivolte nello studio.

A rischio (anche) l’agricoltura

Gli studiosi mettono in guardia anche da una perdita catastrofica della capacità di coltivazione agricola. Il rischio infatti è di perdere fino a metà delle aree globali destinate a frumento e mais, mettendo così in pericolo la “stabilità delle nostre società”. Questi processi sono già in corso, sottolineano questi, con oltre 27 milioni di bambini costretti a patire la fame solo nel 2022 a causa di eventi meteorologici estremi.

Cambiamento climatico: possiamo ancora agire

Il nostro destino non è ancora segnato” ricordano però i ricercatori che lanciano un appello ad azioni globali coordinate. È necessario limitare i punti di non ritorno e promuovere un approccio più sostenibile a vivere la Terra, ribadiscono questi, creando una serie di “social tipping points” (punti di non ritorno sociali) positivi in grado di rafforzare la stabilità degli ecosistemi.

In questo contesto, gli esperti suggeriscono sei azioni chiave da intraprendere per invertire la rotta rapidamente:

  • Eliminare gradualmente i combustibili fossili e le emissioni derivanti dall’uso del suolo, ben prima del 2050
  • Rafforzare l’adattamento e lagovernance “perdita e danno” (Loss & Damage), riconoscendo la disuguaglianza tra e all’interno delle nazioni
  • Includere i punti critici nei “registri” climatici globali, come il “Global Stocktake” e il “Nationally Determined Contributions”, strumenti utili a valutare gli sforzi di ciascun Paese nel contrastare il cambiamento climatico.
  • Coordinare gli sforzi politici per attivare punti critici positivi
  • Convocare un vertice globale urgente sui punti critici

Le prospettive per il futuro

“Questo rapporto contiene un messaggio di speranza: politiche rispettose del clima ed eque potrebbero avviare una catena di eventi che ci aiutano a scongiurare i peggiori impatti del cambiamento climatico, e allo stesso tempo aiutare le società in tutto il pianeta”, ha aggiunto la professoressa Lear.

Secondo gli autori, una cascata di politiche climatiche salverebbe milioni di vite, miliardi di persone dalle difficoltà, miliardi di dollari dai danni legati al clima, e comincerebbe a ripristinare il mondo naturale da cui tutti dipendiamo.

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