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Petrolio giù, carburanti su. La beffa di Pasqua per i consumatori

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Petrolio giù, carburanti su. La beffa di Pasqua per i consumatori

Il petrolio scende. I prezzi alla pompa salgono. Benvenuti nell’Italia dei carburanti. Giovedì 2 aprile le quotazioni del greggio calano sui mercati internazionali, ma in quasi tutta Italia — autostrade e tutte le regioni tranne la Basilicata, benzina e gasolio aumentano lo stesso. “L’ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Lo sconto accise? Vale meno di 1 euro a pieno

Il dato più clamoroso arriva dal Codacons: il taglio delle accise da 24,4 centesimi varato dal governo si è già praticamente dissolto. Rispetto ai prezzi in vigore prima dello sconto fiscale, il gasolio costa oggi solo 1,8 centesimi in meno. Tradotto in termini concreti: su un pieno da 50 litri, il risparmio reale è di appena 0,9 euro — meno di una moneta.

I prezzi regione per regione

Il gasolio più caro d’Italia — autostrade escluse dove si vende a 2,144 euro — si trova a Bolzano con 2,120 euro al litro. Segue il Friuli Venezia Giulia che oggi sfonda la soglia dei 2,1 euro (2,103 euro), poi Trento con 2,096 euro.

Il rincaro giornaliero più pesante spetta alla Valle d’Aosta: un pieno da 50 litri costa 55 centesimi in più rispetto a ieri.

Le regioni più virtuose per il gasolio sono, nell’ordine: Lazio (2,066€), Marche (2,067€) e Umbria (2,068€).

Per la benzina, dopo le autostrade a 1,827 euro, il primato negativo va a Bolzano con 1,784 euro, davanti alla Basilicata — unica regione oggi senza rincari — ferma a 1,782 euro. La più virtuosa è il Veneto con 1,744 euro.

L’allarme Pasqua

Il timing è il peggiore possibile. Con Pasqua e Pasquetta alle porte, milioni di italiani si metteranno in auto per raggiungere parenti e mete di vacanza. Il Codacons avverte: “Il rischio concreto è che nei prossimi giorni i listini possano salire ulteriormente per effetto dei maggiori spostamenti, trasformando i viaggi in auto in un vero e proprio salasso.”

Intanto l’UNC chiede al governo un intervento urgente: “Speriamo che domani vengano abbassate le accise del gasolio di 40 centesimi — afferma Dona — altrimenti resterà sempre sopra il limite di 2 euro.”

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