Case Green 2026, Rete Irene lancia l’allarme: “Italia in ritardo, servono regole chiare”
Mentre l’Europa accelera sulla decarbonizzazione del patrimonio edilizio, l’Italia segna il passo. Rete Irene, network d’eccellenza nella riqualificazione energetica, denuncia la mancata presentazione del piano di attuazione nazionale della Direttiva EPBD (Case Green), che era attesa entro dicembre 2025.
Per contrastare la disinformazione che alimenta timori ingiustificati tra i cittadini, Rete Irene — in collaborazione con Legambiente, Altroconsumo, Per un Salto di Classe e il progetto europeo HORIS — ha presentato il documento “10+2 false credenze sulla Direttiva EPBD”. Una guida pratica nata per distinguere i fatti dalle fake news e spiegare come la normativa sia, in realtà, un pacchetto di opportunità e non di sanzioni.

La guida contro i miti della EPBD
Il documento, già tradotto in inglese per una diffusione a livello europeo, chiarisce i dubbi più frequenti che oggi bloccano le decisioni delle famiglie e dei condomini italiani. Tra i punti fondamentali emerge la smentita del presunto divieto di vendita o affitto per gli immobili non conformi: la direttiva non prevede blocchi del mercato, ma mira a far crescere il valore delle case efficienti.
Viene fatta chiarezza anche sulla questione delle caldaie a gas, spiegando che non esiste un obbligo di rimozione immediata, ma una strategia di lungo periodo verso sistemi più sostenibili. Allo stesso modo, la guida rassicura sulla tutela del patrimonio storico, per il quale sono previste esenzioni specifiche, e sottolinea come la riqualificazione non sia un lusso per pochi, ma un investimento necessario per ridurre drasticamente i costi in bolletta e aumentare il comfort abitativo.
Il commento: “Riqualificare è un diritto”

“Desta preoccupazione il silenzio del legislatore“. Lo sottolinea Manuel Castoldi, Presidente di Rete Irene. “Il rinnovamento energetico e sismico non è un tema d’élite, ma un diritto dei cittadini. Fare corretta informazione significa aiutare famiglie e professionisti a comprendere che la EPBD offre gli strumenti per l’indipendenza energetica. Chiediamo al Governo di presentare al più presto la documentazione necessaria in Europa per non perdere questa occasione storica.”
Grazie al contributo del progetto HORIS (finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea), la guida di Rete Irene è stata adottata come modello internazionale per i “one-stop shop”, sportelli unici nati per semplificare il processo di ristrutturazione domestica. L’obiettivo è abbattere le barriere burocratiche e informative che ancora oggi frenano la modernizzazione degli edifici obsoleti in Italia.
Prospettive per maggio 2026
Con la scadenza del recepimento nazionale fissata per maggio 2026, la necessità di regole certe e incentivi stabili diventa urgente. Rete Irene ribadisce che la riqualificazione integrata è l’unica via per proteggere il valore del patrimonio immobiliare italiano, rendendolo resiliente alle fluttuazioni dei prezzi dell’energia e agli obiettivi climatici del 2050.
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