Direttiva case green, SIMA: qualità degli ambienti sempre più essenziale per salute pubblica
Il mese di maggio rappresenta una data chiave per il futuro del patrimonio edilizio italiano. Entro quel termine l’Italia dovrà recepire la normativa europea nota come direttiva Case green sulle prestazioni energetiche degli edifici. A ricordarlo sono gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale e Velux Italia, che sul tema hanno organizzato una tavola rotonda in programma il prossimo 29 gennaio, coinvolgendo istituzioni, politici, tecnici e società scientifiche.
Cos’è la direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici
La Direttiva Europea 2024/1275 sulle Prestazioni energetiche degli edifici, conosciuta come Energy Performance of Building Directive, è entrata ufficialmente in vigore il 28 maggio 2024. Il provvedimento concede ai singoli Stati membri 48 mesi di tempo per recepirne le disposizioni e integrarle nella legislazione nazionale. Entro il 29 maggio 2026 l’Italia dovrà quindi adeguare il proprio ordinamento alle nuove regole europee.
Gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici
Per gli edifici residenziali la direttiva Case green impone una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Si tratta di una trasformazione profonda del settore immobiliare che avrà effetti strutturali sul mercato delle costruzioni e della riqualificazione. Secondo le stime più recenti, il costo per l’Italia potrebbe raggiungere circa 85 miliardi di euro entro il 2030 solo per gli interventi di efficientamento, generando però un giro d’affari complessivo pari a 280 miliardi di euro tra impatti diretti, indiretti e indotto.
Qualità degli edifici e transizione energetica
Secondo Sima e Velux Italia, il recepimento della direttiva richiede un cambio di passo urgente. La qualità degli edifici deve diventare un elemento centrale della transizione energetica del settore edilizio. L’approccio non può limitarsi alla riduzione dei consumi, ma deve considerare anche la qualità degli ambienti interni, includendo salute, comfort, qualità dell’aria, luce naturale, benessere cognitivo e produttività, in coerenza con gli obiettivi europei.
Benefici sanitari ed economici
L’evidenza scientifica mostra come la qualità degli ambienti interni produca benefici sanitari, sociali ed economici misurabili. Dal punto di vista energetico, un uso efficace della luce naturale può ridurre i consumi elettrici per l’illuminazione dal 20% al 60% negli uffici e dal 16% al 20% nel settore residenziale. L’illuminazione rappresenta ancora una quota significativa dei consumi elettrici nazionali, pari a circa un terzo nel terziario e a circa un settimo nel comparto residenziale.
Strategie passive e adattamento climatico
Un ruolo centrale nella riduzione dei consumi e nel miglioramento del comfort è svolto dalle strategie passive di adattamento climatico. In particolare, le schermature solari esterne permettono di ridurre il surriscaldamento estivo, stabilizzare le temperature interne, contenere i picchi di domanda elettrica e migliorare il comfort termico e visivo. Queste soluzioni contribuiscono anche a ridurre l’esposizione allo stress da caldo, considerato un fattore di rischio crescente per la salute, soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili.
Il recepimento normativo e il ruolo delle istituzioni
Secondo Velux Italia, il governo dovrà dare pieno riconoscimento normativo alla qualità degli ambienti interni nel recepimento della direttiva Case green. Ciò significa inserirla in leggi, capitolati e attestati di prestazione energetica, introducendo criteri misurabili e sistemi di premialità legati a luce naturale, ventilazione e schermature solari. Un passaggio che potrebbe contribuire in modo diretto alla salute pubblica e alla competitività del Paese.
La tavola rotonda del 29 gennaio
Questi temi saranno al centro della tavola rotonda “La buona edilizia. Cuore della crescita economica ed elemento essenziale per il benessere delle persone”, in programma il 29 gennaio e promossa da Velux Italia con il contributo della Società Italiana di Medicina Ambientale. All’incontro parteciperanno rappresentanti delle istituzioni nazionali, del mondo tecnico-scientifico e della filiera delle costruzioni, tra cui Enea, Istituto Superiore di Sanità, esponenti del Parlamento e del Ministero dell’Economia, oltre a realtà come Green Building Council Italia, Unicmi e Renovate Italy.
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