Loading Now

Cosa sta succedendo a Ponzano: il caso dei 300 Husky prigionieri

Ponzano Husky

Cosa sta succedendo a Ponzano: il caso dei 300 Husky prigionieri

La pazienza del mondo animalista è esaurita. Domenica 15 febbraio, un fronte compatto di associazioni, cittadini e volti noti dello spettacolo è arrivato davanti alla Procura di Rieti per rompere il muro di silenzio che circonda l’allevamento di Ponzano Romano.

Al centro della contesa c’è la sorte di quasi trecento Siberian Husky, protagonisti di un’odissea giudiziaria che si trascina dal 2021 tra sequestri mai eseguiti, archiviazioni contestate e nascite incontrollate.

Un raddoppio inspiegabile: dai 110 del 2021 ai 300 di oggi

La cronistoria del caso solleva dubbi inquietanti sull’efficacia dei controlli:

  • 2021: Il primo sopralluogo rileva 110 cani in gabbie fatiscenti. Il procedimento viene archiviato.
  • Febbraio 2025: Un nuovo accesso delle autorità certifica che il numero dei cani è più che raddoppiato. Viene disposto il sequestro, ma — paradossalmente — gli animali rimangono in custodia allo stesso allevatore.
  • Oggi: Risultano nascite continue anche dopo il sequestro; il numero totale sfiora ormai le 300 unità.

Le accuse dei legali: “Maltrattamento palese, perché l’archiviazione?”

L’avvocato David Zanforlini, che assiste diverse sigle tra cui Animal Liberation, OIPA e LEAL, punta il dito contro le passate decisioni dei giudici. “Il maltrattamento è un reato istantaneo con effetti permanenti,” spiega Zanforlini. “Non avrebbe dovuto finire con una prima archiviazione. Oggi ci ritroviamo con un numero di cani triplicato e istituzioni che non rispondono alle richieste di accesso agli atti sui passaggi di proprietà di questi animali”.

Nonostante un’ingente mobilitazione delle forze dell’ordine avvenuta lo scorso 25 gennaio, la Procura non ha ancora sciolto il riserbo sugli esiti dell’ultimo accertamento.

Testimonial in prima linea

Al fianco del Collettivo Voce Animale erano presenti l’Avvocato David Zanforlini, Animal Liberation, Animalisti Italiani, Vita da cani, Rete dei Santuari di Animali Liberi, OIPA, LNDC, LEAL, Aida&A  OdV, Animalinsieme Onlus, Gloria Cossio Di Codroipo, Daniela Poggi, Loredana Cannata e attivisti e cittadini. In tanti per una sola richiesta, ad oggi inascoltata: conoscere le condizioni di salute degli animali e garantire loro diritti e dignità

“Siamo qui per dare voce a chi non ne ha. Le segnalazioni si susseguono da mesi, ma per questi 300 cani nulla cambia. Il Comune e l’ASL devono smettere di restare silenti.”

Share this content: