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Censimenti IWC 2026: al via in Italia il monitoraggio degli uccelli acquatici

Censimenti IWC 2026: al via in Italia il monitoraggio degli uccelli acquatici

Dal 6 al 25 gennaio 2026 sono in corso in tutta Italia i censimenti degli uccelli acquatici svernanti nell’ambito dell’International Waterbird Census. L’iniziativa coinvolge oltre 2000 zone umide e rappresenta uno dei più importanti strumenti di monitoraggio della biodiversità a livello nazionale e internazionale.

Il progetto International Waterbird Census è coordinato in Italia da ISPRA e si basa su una rete capillare di oltre 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori distribuiti sull’intero territorio nazionale. Con più di 30 anni di attività continuativa, i censimenti IWC sono tra i progetti di studio più longevi del Paese e il primo per regolarità e copertura geografica.

60 anni dei censimenti IWC

Il monitoraggio del 2026 assume un significato speciale perché coincide con il 60° anniversario dell’International Waterbird Census. Sei decenni di dati raccolti hanno permesso di costruire una base conoscitiva fondamentale per comprendere l’andamento delle popolazioni di uccelli acquatici e lo stato di conservazione delle zone umide.

Uccelli acquatici sono indicatori ambientali

Gli uccelli acquatici sono una componente essenziale degli ecosistemi umidi. La loro diversità e abbondanza forniscono indicazioni preziose sulla qualità ambientale dei siti che frequentano. Allo stesso tempo, contribuiscono a valorizzare le zone umide come luoghi di fruizione sostenibile, con benefici che includono la mitigazione dei cambiamenti climatici, la riduzione del carbonio atmosferico e la protezione dagli eventi meteorologici estremi.

Migrazioni e biodiversità

Le lunghe migrazioni degli uccelli acquatici collegano continenti, zone umide e comunità umane oltre ogni confine politico o culturale. Questa dimensione internazionale rende il loro monitoraggio uno strumento fondamentale per la cooperazione tra Paesi nella tutela della biodiversità.

Il censimento speciale dei cigni nel 2026

Il monitoraggio del 2026 sarà anche l’occasione per aggiornare i dati su due specie particolarmente rare in Italia, il Cigno selvatico e il Cigno minore. Queste specie vengono censite a livello globale ogni sei anni nell’ambito dell’International Swan Census, fornendo informazioni cruciali per la loro conservazione.

Conservazione e gestione

I risultati dei censimenti IWC sono utilizzati per pianificare le azioni di tutela delle zone umide e delle specie che le abitano. I dati raccolti consentono all’Italia di rispondere agli obblighi di rendicontazione previsti da direttive e convenzioni europee e internazionali, come la Direttiva Uccelli, la Strategia Marina e la Convenzione di Barcellona, oltre a supportare piani di gestione di specie protette, cacciabili o invasive.

Zone umide e Convenzione di Ramsar

I censimenti contribuiscono anche all’individuazione delle zone umide di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Attualmente, venti complessi di zone umide italiane soddisfano i criteri di rilevanza internazionale, ma solo una parte di questi è formalmente designata e nessuno è riconosciuto per l’intera superficie occupata.

Monitoraggio condiviso

Per celebrare il sessantesimo anniversario del progetto, Wetlands International ha raccolto storie, fotografie e contributi scientifici dei partecipanti all’International Waterbird Census in una mappa pubblica e navigabile. Un’iniziativa che valorizza il ruolo di migliaia di persone impegnate nella tutela delle zone umide e della biodiversità acquatica.

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