Crisi climatica, la Chiesa cattolica lancia manifesto globale: azioni concrete per superare combustibili fossili
Gli organismi episcopali cattolici di Africa, America Latina e Caraibi, Asia, Europa e Oceania hanno firmato il manifesto “Towards peace with creation: an urgent call for a just transition beyond fossil fuels”. Il documento invita a rafforzare la pressione morale e politica per accelerare l’abbandono dei combustibili fossili, seguendo gli insegnamenti di Papa Francesco espressi in Laudato si’ e Laudate Deum.
Secondo i firmatari, la crisi climatica non è solo ambientale, ma sociale, economica e spirituale, e richiede azioni concrete basate su responsabilità, giustizia ed equità.
Il cambiamento climatico colpisce le popolazioni più vulnerabili
Il manifesto sottolinea che siccità, alluvioni, perdita di biodiversità e migrazioni forzate stanno già trasformando la vita di milioni di persone, in particolare nei Paesi più vulnerabili. La transizione energetica, scrivono i vescovi, non può limitarsi a innovazioni tecnologiche, ma deve garantire protezione ai lavoratori, alle comunità e ai territori coinvolti.
La responsabilità storica dei Paesi industrializzati
I vescovi ricordano che i Paesi industrializzati hanno costruito la propria prosperità sull’uso intensivo di carbone, petrolio e gas per oltre un secolo. Oggi queste nazioni hanno un dovere morale di guidare la decarbonizzazione, supportando economicamente e tecnologicamente i Paesi in via di sviluppo. Senza questo sostegno, avvertono, la transizione rischia di generare nuove ingiustizie globali.
Il Registro globale dei combustibili fossili
Il manifesto propone la creazione di un Global Fossil Fuel Registry, uno strumento di monitoraggio della produzione e delle riserve di combustibili fossili. L’obiettivo è garantire responsabilità e trasparenza tra tutti i membri dell’ecosistema energetico, prevenendo che modelli economici e finanziari mettano a rischio la vita delle persone.
L’impegno della Chiesa nella politica climatica internazionale
Il documento riflette il crescente ruolo della Chiesa cattolica nel dibattito internazionale sul clima. L’appello non è rivolto solo ai governi, ma anche a istituzioni finanziarie, imprese energetiche e società civile. Tutti sono chiamati a contribuire a un modello di sviluppo capace di coniugare giustizia sociale e tutela dell’ambiente, proteggendo la vita e la dignità delle comunità umane.
Transizione energetica giusta e sostenibile
I vescovi concludono ricordando che il futuro del pianeta e delle società dipende dalla capacità di agire ora, con una transizione energetica equa e inclusiva. Solo un approccio globale e collaborativo, basato su responsabilità, equità e giustizia sociale, può garantire pace e protezione del creato per le generazioni presenti e future.
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