Clima, 20 miliardi di danni all’agricoltura: Coldiretti chiede invasi e più risorse nella PAC
Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno provocato danni all’agricoltura italiana per oltre 20 miliardi di euro. Alluvioni violente al Nord, come quelle che hanno colpito l’Emilia Romagna nel 2023, e siccità prolungate al Sud hanno messo sotto pressione imprese agricole, produzioni e territori.
La tendenza non accenna a rallentare. Solo nell’ultimo anno sono stati registrati quasi 2.800 eventi estremi tra nubifragi, tempeste e ondate di calore, oltre un quarto di quelli rilevati in Europa. Un dato che conferma come l’Italia sia tra i Paesi più esposti agli impatti della crisi climatica sul comparto primario.
Mobilitazione a Bologna: l’appello di Coldiretti
L’emergenza climatica è stata al centro della mobilitazione promossa da Coldiretti a Bologna, dove cinquemila agricoltori si sono riuniti alla Fiera insieme ai vertici dell’organizzazione e ai rappresentanti delle istituzioni.
Nel suo intervento, il presidente Ettore Prandini ha sottolineato la necessità di una svolta nella gestione delle politiche agricole e di maggiori risorse nella prossima Politica Agricola Comune per rafforzare gli strumenti assicurativi e il riconoscimento dei danni subiti dalle aziende. Secondo Prandini, è fondamentale consolidare i 10 miliardi di euro recuperati per gli agricoltori italiani e scongiurare nuovi tagli, in modo da sostenere redditi e competitività in un contesto climatico sempre più instabile.
Emilia Romagna e Food Valley: un patrimonio da 37 miliardi a rischio
Tra le aree più colpite figura l’Emilia Romagna, cuore della Food Valley italiana, dove il valore del settore agroalimentare supera i 37 miliardi di euro. Le alluvioni del 2023 hanno rappresentato uno degli episodi più drammatici degli ultimi anni, con gravi ripercussioni su coltivazioni, allevamenti e infrastrutture rurali.
Il rischio non riguarda solo le perdite immediate, ma anche la tenuta del Made in Italy agroalimentare, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. Eventi estremi sempre più frequenti mettono in discussione la stabilità delle produzioni e la capacità delle imprese di pianificare investimenti a lungo termine.
Piano invasi e sicurezza idrogeologica
Per affrontare la crisi idrica e ridurre il rischio di esondazioni, Coldiretti rilancia la realizzazione di un grande piano invasi con sistemi di pompaggio. L’obiettivo è raddoppiare la raccolta di acqua piovana, migliorare la sicurezza idrogeologica e contribuire anche alla produzione di energia pulita.
Attualmente l’Italia trattiene mediamente solo l’11% dell’acqua piovana, una quota inferiore rispetto ad altri Paesi europei come Spagna e Francia. Investire in bacini di accumulo viene considerato strategico non solo per l’agricoltura, ma anche per lo sviluppo tecnologico e industriale, in un contesto in cui la disponibilità idrica sarà sempre più centrale.
La questione è particolarmente rilevante se si considera che il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale deriva da produzioni irrigue. Senza una gestione efficiente delle risorse idriche, l’intero sistema agroalimentare rischia di subire contraccolpi significativi.
Innovazione, PAC e difesa del Made in Italy
Accanto agli interventi emergenziali, la mobilitazione ha ribadito l’importanza di misure strutturali. Le risorse della Politica Agricola Comune rappresentano uno strumento chiave per sostenere l’ammodernamento delle imprese attraverso agricoltura di precisione, sistemi digitali di monitoraggio climatico e idrico, tecnologie per il risparmio di acqua ed energia e strumenti avanzati di gestione del suolo.
La protesta di Bologna ha inoltre riacceso l’attenzione sulla norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente a prodotti esteri di essere commercializzati come italiani dopo lavorazioni minime. Secondo Coldiretti, è necessario introdurre l’obbligo di etichettatura d’origine su tutti i prodotti in commercio nell’Unione Europea, per garantire trasparenza ai consumatori e tutela alle imprese agricole.
In un contesto segnato da eventi climatici sempre più intensi e frequenti, la combinazione tra investimenti in infrastrutture idriche, innovazione tecnologica e difesa dell’origine dei prodotti viene indicata come la strada maestra per proteggere il futuro dell’agricoltura italiana.
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