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COP15 Brasile: 40 nuove specie migratrici protette, passi avanti per la conservazione marina

COP15 Brasile: 40 nuove specie migratrici protette, passi avanti per la conservazione marina

La quindicesima Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sulla conservazione delle specie migratrici (CMS COP15) si è conclusa domenica a Campo Grande, nello Stato del Mato Grosso do Sul, Brasile. Quaranta specie, sottospecie e popolazioni sono state incluse o riclassificate negli Allegati I e II della Convenzione, che raggruppano rispettivamente le specie a rischio di estinzione e quelle che richiedono cooperazione internazionale per la loro conservazione. La plenaria di chiusura ha approvato 69 proposte complessive, tra cui 15 modifiche agli Allegati, 16 azioni di cooperazione internazionale e 39 risoluzioni.

Sedici delle quaranta specie incluse sono presenti sul territorio brasiliano, tra cui il sorubim maculato, la lontra gigante, il chiurlo di Hudson e la pittima mezzana. Tra i lasciti concreti della conferenza vi sono il Bosque da Cop15, uno spazio verde urbano con 250 piante messe a dimora, e un bando di ricerca sulle rotte migratrici che sarà pubblicato dal Ministero della Scienza brasiliano. Il Banco do Brasil ha inoltre annunciato la compensazione delle emissioni di anidride carbonica generate dall’evento, stimate tra 2.500 e 3.000 tonnellate, attraverso crediti certificati da progetti di energia rinnovabile.

Nuovi strumenti per la conservazione marina

WWF Italia ha accolto con favore i progressi raggiunti alla COP15, sottolineando l’importanza di una maggiore connettività ecologica marina e l’urgenza di affrontare l’inquinamento dei mari. Tra le decisioni più rilevanti figurano il rafforzamento della protezione dei monti sottomarini, delle profondità marine e l’impegno a ridurre le catture accidentali (bycatch) delle specie elencate nella CMS. Nuovi Piani d’Azione per l’anguilla europea e per lo squalo tope offrono opportunità concrete di protezione per queste specie in pericolo critico.

Inoltre, la conferenza ha stabilito che le Important Shark and Ray Areas (ISRAs), le Important Marine Mammal Areas (IMMAs), le Important Marine Turtle Areas (IMTAs) e le Key Biodiversity Areas (KBAs) dovranno essere considerate nelle strategie nazionali di conservazione, nei processi di pianificazione spaziale e nella rendicontazione nazionale, rafforzando la coerenza con gli obiettivi del Global Biodiversity Framework.

La regione mediterranea come fulcro della conservazione

La regione mediterranea svolge un ruolo cruciale per le specie marine migratrici, fungendo da bacino chiave per squali, mammiferi marini, tartarughe e pesci. “Le specie marine migratrici richiedono un’azione urgente, coordinata, transfrontaliera e basata sulla scienza. Rafforzando gli impegni per la riduzione delle catture accessorie, mitigando gli impatti dell’energia offshore e salvaguardando le rotte migratorie critiche, le decisioni della COP15 forniscono un impulso cruciale alla conservazione marina”, afferma Simone Niedermüller, esperto marino WWF presente in Brasile.

L’urgenza della situazione è confermata dai dati della CMS: quasi la metà di tutte le popolazioni di specie migratrici elencate è in declino, e tra i pesci migratori la percentuale di specie gravemente minacciate sale al 97%. Questo rende gli interventi multilaterali e la cooperazione transfrontaliera strumenti imprescindibili per garantire la sopravvivenza delle specie.

Verso una cooperazione internazionale più efficace

In collaborazione con l’Angel Shark Project, WWF ha lanciato un nuovo toolkit per la conservazione dello squalo angelo, sottolineando la necessità di standardizzare gli approcci e rafforzare la collaborazione internazionale. La CMS COP15 ha così rappresentato una tappa fondamentale nel rafforzamento della cooperazione multilaterale, preparandosi alla Conferenza ONU sulla Biodiversità (CBD COP17) di ottobre. Il riconoscimento dell’importanza degli habitat oceanici e dei corridoi migratori critici segna un passo decisivo nella protezione delle specie migratrici e nella gestione sostenibile dei loro ecosistemi.

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