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CO2 atmosferica in aumento: il cambiamento climatico entra nel nostro sangue

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CO2 atmosferica in aumento: il cambiamento climatico entra nel nostro sangue

La crisi climatica non è più solo una questione ambientale o meteorologica. Oltre a eventi estremi, ondate di calore, siccità e alluvioni, il riscaldamento globale sta lasciando un segno anche nel corpo umano. Secondo un nuovo studio condotto dal Kids Research Institute Australia, dalla Curtin University e dalla Australian National University, l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera sarebbe ormai rilevabile nel nostro sangue.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Air Quality, Atmosphere and Health, suggerisce che i livelli di CO2, pur ancora entro soglie considerate sicure, potrebbero superare i limiti di salute entro i prossimi cinquant’anni se le emissioni continueranno a crescere.

L’aumento della CO2 e il bicarbonato sierico

Gli scienziati si sono concentrati su un marcatore chiave: il bicarbonato sierico, strettamente legato alla quantità di anidride carbonica presente nell’organismo. Il bicarbonato svolge un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio acido-base del sangue.

Analizzando i dati di circa 7.000 cittadini statunitensi, con esami effettuati ogni due anni tra il 1999 e il 2020, i ricercatori hanno rilevato un aumento medio del 7% dei livelli di bicarbonato sierico nello stesso arco temporale. Parallelamente, sono diminuiti i livelli di calcio e fosforo.

Secondo gli autori, l’aumento del bicarbonato rispecchia l’incremento costante della CO2 atmosferica: quando l’anidride carbonica cresce, l’organismo trattiene più bicarbonato per stabilizzare il pH del sangue. Tuttavia, non è ancora chiaro quali possano essere le conseguenze fisiologiche di una compensazione prolungata.

Dalle 369 ppm del 1999 alle 430 ppm del 2026

Nel 1999, quando sono iniziati gli esami analizzati nello studio, la concentrazione atmosferica di CO2 era di circa 369 parti per milione. Nel 2003, anno di nascita dell’attivista Greta Thunberg, si era già saliti a 375 ppm. Oggi, nel 2026, si viaggia intorno alle 430 ppm.

Il ritmo di crescita attuale è di circa 3 parti per milione all’anno. Questa progressione costante non influisce solo sui modelli climatici e sulle temperature globali, ma sembra riflettersi anche nella chimica del sangue umano.

Secondo il professor Alexander Larcombe, uno degli autori dello studio, stiamo assistendo a un graduale cambiamento nella composizione del sangue che rispecchia l’aumento dell’anidride carbonica atmosferica responsabile del cambiamento climatico.

I possibili rischi per bambini e adolescenti

Le proiezioni indicano che, se le tendenze attuali continueranno, entro cinquant’anni i livelli medi di bicarbonato sierico potrebbero avvicinarsi al limite massimo dell’intervallo sano attualmente accettato. Allo stesso tempo, calcio e fosforo potrebbero raggiungere valori minimi.

Secondo i ricercatori, le conseguenze potrebbero essere particolarmente rilevanti per bambini e adolescenti di oggi, che saranno esposti per più tempo a concentrazioni elevate di CO2. Più lunga sarà l’esposizione, maggiore potrebbe essere l’aumento dei livelli di bicarbonato nel sangue.

Il rischio di un mancato adattamento fisiologico

L’equilibrio tra CO2 atmosferica, pH del sangue, frequenza respiratoria e bicarbonato è delicato. Oggi, però, i livelli di anidride carbonica sono più alti di quanto l’umanità abbia mai sperimentato nella propria storia evolutiva.

Secondo il geoscienziato ambientale Phil Bierwirth, coautore dello studio, la CO2 potrebbe accumularsi nei nostri corpi più velocemente di quanto riusciamo ad adattarci. Questo scenario rende ancora più urgente la necessità di limitare le emissioni e contenere l’aumento delle concentrazioni atmosferiche.

Nelle conclusioni, i ricercatori parlano apertamente di un rischio per la salute pubblica e di una minaccia esistenziale per molte specie. Senza una riduzione immediata delle emissioni di gas serra, l’accumulo di CO2 nell’organismo umano potrebbe diventare una delle nuove frontiere, ancora poco conosciute, dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute.

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