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Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale: il Consiglio di Stato rimette gli atti alla Corte costituzionale

Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale

Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale: il Consiglio di Stato rimette gli atti alla Corte costituzionale

Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale la valutazione di legittimità dell’articolo 1, comma 453, della legge 197/2022, norma che ha consentito la ricostituzione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (CTFVN).

La decisione arriva con un’ordinanza che solleva dubbi di costituzionalità sulla disposizione, ritenuta potenzialmente lesiva dei principi di rappresentatività, proporzionalità e parità di trattamento.

“Potere illimitato” nella composizione del Comitato

Secondo quanto evidenziato dal Consiglio di Stato, la norma attribuirebbe al Ministro un potere “illimitato” di modificare composizione, funzioni e finalità degli organismi ministeriali, fino alla soppressione della rappresentanza di intere categorie.

Un profilo che, secondo le associazioni ambientaliste, configura un rischio di squilibrio istituzionale e di eccessiva discrezionalità politica.

Le associazioni scrivono a Lollobrigida: “Sospendere subito il CTFVN”

LAC, LAV, LIPU e WWF Italia chiedono al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida la sospensione immediata delle attività del Comitato fino alla pronuncia della Consulta.

Le organizzazioni denunciano da tempo la natura “marcatamente politica e filovenatoria” del CTFVN, ritenuto sbilanciato nella composizione e privo di un adeguato contrappeso tecnico-scientifico.

Secondo quanto affermato, nel primo anno di attività il Comitato avrebbe espresso esclusivamente pareri favorevoli, con procedure ritenute poco trasparenti e metodologicamente deboli.

Il ruolo di ISPRA e le critiche

Le associazioni sottolineano inoltre che dichiarazioni pubbliche di esponenti di Governo avrebbero confermato l’intento di ridimensionare il ruolo di ISPRA, l’ente tecnico-scientifico nazionale competente in materia faunistica.

Una scelta che viene definita come un passo indietro nella gestione scientifica della fauna e nella tutela della biodiversità.

In attesa della decisione della Consulta

Alla luce dell’ordinanza del Consiglio di Stato, LAC, LAV, LIPU e WWF Italia ribadiscono la necessità di un organismo tecnico indipendente, competente e realmente rappresentativo, che operi nel rispetto della legalità e dell’interesse pubblico.

Ora la parola passa alla Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della norma che ha ridefinito struttura e poteri del CTFVN.


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