Allarme maltempo 2026: Confeuro chiede un Piano Nazionale Manutenzione
Non si può più parlare di “emergenza” quando i disastri diventano la norma. Confeuro (Confederazione degli Agricoltori Europei) si unisce all’allarme lanciato da Anbi, definendo la manutenzione del territorio come la priorità infrastrutturale assoluta per l’Italia.
Il presidente nazionale Andrea Tiso, commentando i devastanti effetti della recente tempesta “Harry” e la frana di Niscemi, ha chiesto al Governo un cambio radicale di paradigma: passare dalla gestione dei danni a una seria cultura della prevenzione.

L’appello di Confeuro: “Basta agire nel post-emergenza”
Secondo Tiso, l’Italia sta pagando il prezzo di anni di silenzio istituzionale e immobilismo. La vulnerabilità del Paese non è più una teoria, ma una realtà che colpisce duramente il settore agricolo e le comunità locali.
“È indispensabile investire seriamente sulla prevenzione e non continuare a intervenire solo nel post-emergenza, sia sul piano infrastrutturale sia su quello finanziario. L’Italia è un territorio vulnerabile che richiede una visione strategica di lungo periodo.” – Andrea Tiso, Presidente Confeuro.
La visione strategica richiesta
| Priorità | Azione Proposta da Confeuro |
| Pianificazione | Avvio di un programma straordinario di manutenzione idrogeologica. |
| Economia | Spostamento dei fondi dai risarcimenti danni agli investimenti preventivi. |
| Clima | Adattamento delle infrastrutture rurali agli eventi estremi (es. tempesta Harry). |
| Solidarietà | Sostegno immediato alla comunità di Niscemi e agli agricoltori del Sud. |
Cambiamento climatico: una realtà che “non aspetta”
Gli eventi estremi che hanno flagellato il Sud Italia negli ultimi giorni confermano che la crisi climatica non è un’ipotesi futura, ma una variabile economica attuale. Per Confeuro, la mancanza di un piano organico di tutela del territorio significa accettare passivamente costi economici, ambientali e sociali sempre più insostenibili.
“Quanto sta accadendo a Niscemi è l’ennesima dimostrazione di questa fragilità”, conclude Tiso. “È il momento di agire, non di rimandare. Senza una messa in sicurezza strutturale, continueremo a piangere danni che potevano essere evitati”.
Share this content:







