Consumi elettrici, Terna: nel 2025 il 41% della domanda coperta da rinnovabili, boom del fotovoltaico
Il fabbisogno elettrico italiano nel 2025 ha mostrato un andamento a due velocità: una prima parte dell’anno con variazioni negative seguite da una ripresa nella seconda metà grazie soprattutto alla crescita dei consumi industriali. L’indice IMCEI, che misura i consumi elettrici delle imprese energivore, ha chiuso l’anno in leggera flessione (-0,7%), con settori come siderurgia e alimentari in crescita e altri, come metalli non ferrosi e chimica, in calo.
Produzione nazionale e importazioni
L’84,9% della domanda elettrica è stato soddisfatto dalla produzione nazionale, in aumento del 2% rispetto al 2024, mentre il saldo netto con l’estero ha registrato una flessione dell’8,1% a causa della diminuzione delle importazioni. La produzione termoelettrica è cresciuta del 4,6%, mentre quella da carbone ha continuato a calare (-13,5%).
Crescita delle fonti rinnovabili
Il fotovoltaico ha raggiunto 44 TWh, con un incremento del 25,1% rispetto al 2024, trainato dall’aumento della capacità installata e da un maggiore irraggiamento solare. La produzione idroelettrica è tornata a valori standard (-21,2%), mentre l’eolico ha registrato una leggera flessione (-3,3%) e la geotermia è rimasta stabile (-0,3%). La capacità rinnovabile complessiva in Italia ha superato i 83.500 MW, con 43.513 MW di fotovoltaico e 13.629 MW di eolico.
Accumuli elettrici e sviluppo della capacità
La potenza nominale degli accumuli è cresciuta di 1.743 MW nel 2025, con un ruolo chiave degli impianti utility scale contrattualizzati tramite il Capacity Market. I piccoli accumuli domestici hanno rallentato, principalmente per la riduzione degli incentivi fiscali. La prima asta del MACSE ha assegnato 10 GWh di capacità, pari al 100% del fabbisogno previsto.
Andamento della domanda a dicembre 2025
A dicembre 2025 la domanda elettrica ha raggiunto 26.135 GWh, il valore più alto dal 2021, con una variazione del +1,8% rispetto a dicembre 2024. L’analisi corretta per temperatura e calendario porta la variazione al +2,6%. La produzione nazionale ha coperto l’85,7% del fabbisogno, mentre le fonti rinnovabili hanno fornito il 27,5%. L’indice IMCEI dei consumi industriali ha registrato un +9,5%, con crescita in siderurgia, alimentari e cemento, e cali in metalli non ferrosi e chimica.
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