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Gestione rifiuti, Italia a due velocità: nord avanti, molte regioni in ritardo

Discariche abusive

Gestione rifiuti, Italia a due velocità: nord avanti, molte regioni in ritardo

L’industria italiana dei rifiuti registra performance in netto miglioramento nel 2024. I principali 200 operatori generano 15,7 miliardi di euro, con un aumento del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Gli investimenti raggiungono 1,2 miliardi, segnando un incremento del 7,6 per cento, e quasi la metà delle risorse viene destinata agli impianti.

Le sfide principali riguardano il trattamento dei RAEE, lo sviluppo del riciclo chimico, la gestione dei tessili e le incertezze legate ai futuri costi dei termovalorizzatori, che dal 2028 potrebbero aumentare a causa dell’estensione del sistema europeo ETS alle emissioni di CO2.

I dati del Was Annual Report 2025

Il Was Annual Report 2025 di Althesys fotografa un settore dinamico ma caratterizzato da criticità irrisolte. Secondo Alessandro Marangoni, a capo del think tank, il waste management mostra una crescita solida e una crescente capacità di consolidamento attraverso acquisizioni e accordi strategici. Tuttavia, diverse regioni non hanno raggiunto gli obiettivi di gestione previsti e il quadro normativo rimane disomogeneo.

Un comparto articolato tra multiutility e monoutility

Dal rapporto emerge un sistema formato da numerose realtà di piccole e medie dimensioni accanto a pochi grandi gruppi. Nel 2024:

le grandi multiutility quotate generano il 36 per cento del fatturato, con 4,6 miliardi di euro, servono oltre mille Comuni e gestiscono più di 8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani

le piccole e medie monoutility rappresentano il 17 per cento del valore della produzione, con oltre due mila municipalità servite

le piccole e medie multiutility coprono il 14 per cento del valore, servendo più di 8 milioni di abitanti

La marginalità industriale migliora dal 14,5 per cento al 15,2 per cento, con le grandi multiutility che raggiungono il valore più elevato: 22,4 per cento.

Investimenti in aumento e focus sugli impianti

Nel 2024 gli investimenti toccano 1,15 miliardi di euro. Gli impianti rappresentano la voce principale, anche se il loro peso scende al 46 per cento. Aumentano invece gli investimenti negli automezzi, passati al 41 per cento.

Le crescite più significative si registrano per:

operatori metropolitani, con investimenti quasi raddoppiati (+89,8 per cento)

operatori del trattamento e smaltimento (+30,7 per cento)

Strategie, riciclo chimico e nuovi impianti

Il settore mantiene un forte dinamismo e conta 32 operazioni straordinarie nel 2024, concentrate soprattutto nel Nord Ovest e guidate da operatori privati orientati al riciclo di plastiche e tessili.

Sono stati individuati 13 impianti innovativi di riciclo chimico, con capacità complessiva di 233.000 tonnellate annue. Circa il 57 per cento si trova nel Nord Italia.

Nel settore dei rifiuti tessili sono 23 i progetti strategici legati al PNRR, molti dei quali realizzati nei distretti tessili storici. Sono inoltre attivi 15 impianti per il trattamento dei pannelli a fine vita, distribuiti tra Sud, Nord e Centro.

I piani territoriali di gestione: molti ritardi e performance disomogenee

L’analisi dei piani territoriali di gestione rifiuti di 17 regioni e delle province autonome evidenzia forti squilibri. Solo sette regioni e le due province autonome hanno raggiunto gli obiettivi europei di raccolta differenziata.

Il target di smaltimento in discarica inferiore al 10 per cento è stato centrato da sole quattro regioni, tre nel Nord e una nel Sud. Il Nord Est mostra le performance migliori.

Numerose regioni prevedono nuovi impianti o ampliamenti per il trattamento dell’organico e per il combustibile solido secondario.

Termovalorizzatori e discariche: prospettive e criticità

Tre regioni prevedono nuova capacità di termovalorizzazione e una il rinnovamento dell’impianto esistente. Le discariche restano centrali in molti piani: undici regioni hanno in programma ampliamenti o nuove strutture.

Dal 2028, l’estensione del sistema ETS ai termovalorizzatori potrebbe far aumentare il costo del trattamento. Le tariffe potrebbero crescere di 30-40 euro a tonnellata, arrivando fino a 45 euro, rendendo più competitiva la discarica o lo smaltimento all’estero per alcune tipologie di rifiuto.

I rifiuti speciali: un comparto in forte espansione

Il settore dei rifiuti speciali cresce con forza: i 70 principali operatori generano 5,6 miliardi di euro (+17 per cento) e gli investimenti aumentano del 26 per cento.

Il comparto è concentrato nel Nord Italia, dove operano 39 imprese che rappresentano il 56 per cento del totale. Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni con il maggior numero di operatori. Le acquisizioni da parte dei grandi gruppi multi-business restano numerose.

Un settore che cresce tra innovazione e complessità

Il Was Annual Report 2025 descrive un settore dei rifiuti in evoluzione, rafforzato dagli investimenti e dalla crescita dei principali operatori, ma rallentato da ritardi territoriali, criticità normative e nuove incognite legate ai costi di trattamento. La sfida sarà consolidare gli obiettivi europei e favorire l’innovazione, mantenendo allo stesso tempo sostenibilità economica e ambientale.

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