Alluvioni e morti nel nord Italia, WWF: Governo continua a rinviare azioni contro la crisi climatica
Mentre in Brasile si svolge la COP30, il principale appuntamento internazionale dedicato alla lotta al cambiamento climatico, l’Italia affronta nuovi eventi meteorologici estremi. Alluvioni e frane hanno colpito in questi giorni diverse regioni del Centro-Nord, dalla Toscana al Friuli-Venezia Giulia, passando per Liguria e Veneto. Allagamenti, crolli, danni e disagi si sono sommati a situazioni di pericolo per la popolazione. In Friuli-Venezia Giulia una frana ha travolto un’abitazione causando due morti, un tragico promemoria della vulnerabilità crescente del territorio.
Questi fenomeni, un tempo eccezionali, oggi si ripetono più volte l’anno negli stessi luoghi, confermando la necessità di interventi concreti sia per ridurre le emissioni di gas serra, sia per aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti già in corso.
L’allarme del WWF
Il WWF sottolinea come l’Italia non possa più rinviare azioni decisive contro la crisi climatica e richiama l’importanza di una comunicazione scientificamente corretta. L’associazione ricorda che, durante la COP30, è stata firmata da dieci Paesi una Dichiarazione sull’integrità dell’informazione climatica, sostenuta da Nazioni Unite e Unesco. L’accordo mira a contrastare la disinformazione, il negazionismo e a promuovere la diffusione di dati accurati, finanziando ricerche e programmi di formazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Secondo il segretario generale dell’ONU, la nuova iniziativa globale è un passo fondamentale per tutelare scienziati e ricercatori, garantendo un contesto in cui possano comunicare liberamente i risultati delle loro ricerche. Il WWF si chiede perché l’Italia non abbia aderito alla dichiarazione, sottolineando l’importanza della trasparenza e della responsabilità nell’informazione climatica.
I ritardi del governo italiano
Le critiche del WWF si concentrano sulla mancanza di azioni efficaci da parte del governo. La Commissione europea, a maggio, ha evidenziato gravi carenze nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), ritenuto insufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo. Il piano recepisce solo parzialmente le raccomandazioni di Bruxelles, lasciando irrisolte molte delle criticità già indicate nel 2023.
Sul fronte dell’adattamento, la situazione non è migliore: l’Italia non ha ancora avviato l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato alla fine del 2023. La legge di Bilancio attualmente in discussione, inoltre, prevede ulteriori tagli ai fondi destinati alla gestione del dissesto idrogeologico, nonostante la frequenza e la gravità crescenti degli eventi estremi.
Investimenti sbagliati
Il WWF critica anche le priorità dell’esecutivo, orientate secondo l’associazione verso opere costose, inutili e potenzialmente dannose, come il Ponte sullo Stretto di Messina, recentemente bocciato dalla Corte dei Conti. Progetti di questo tipo distolgono risorse e attenzione da interventi urgenti e necessari per mettere in sicurezza il territorio e accelerare la transizione ecologica.
L’organizzazione evidenzia inoltre il rallentamento dello sviluppo delle energie rinnovabili, ostacolato da barriere normative e procedurali che potrebbero essere rimosse rapidamente. Le rinnovabili rappresentano la soluzione chiave per sostituire i combustibili fossili, la causa principale dell’aumento della temperatura globale.
Strategia climatica insufficiente
Secondo il WWF, la linea del governo è guidata da un pragmatico solo apparente che rallenta l’azione climatica e rischia di danneggiare anche la competitività economica dell’Italia. Non agire ora, pur disponendo di soluzioni tecnologiche, finanziarie e scientifiche, significa ignorare un problema già presente e destinato ad aggravarsi. La frequenza degli eventi estremi, la loro intensità e il crescente impatto su territori e comunità mostrano chiaramente che ogni ritardo aumenta i rischi e i costi.
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