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Crisi energetica, Eurostat: petrolio e gas restano predominanti nel mix UE

Crisi energetica, Eurostat: petrolio e gas restano predominanti nel mix UE

L’escalation del conflitto in Medio Oriente riporta l’Europa davanti alla minaccia di una nuova crisi energetica, a quattro anni dall’emergenza innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha progressivamente ridotto la dipendenza dalla Russia, diversificando fornitori e incrementando la produzione interna di energie rinnovabili. Tuttavia, l’impennata dei prezzi di petrolio e gas dimostra come l’UE non sia ancora completamente immune alle tensioni internazionali sul mercato dell’energia.

Petrolio e gas dominano ancora il mix energetico UE

I dati Eurostat relativi al 2024 diffusi ieri, evidenziano che la principale categoria di prodotti energetici importati è costituita da petrolio e prodotti petroliferi, inclusi il greggio e i derivati, pari al 67% delle importazioni totali. Seguono il gas naturale con il 24%, i combustibili fossili solidi al 4%, l’elettricità al 3% e le energie rinnovabili al 2%. Tra i fornitori, il petrolio proviene principalmente dagli Stati Uniti (16%), il gas naturale dalla Norvegia (30%) e il carbone dall’Australia (31%).

Dipendenza energetica e variazioni tra gli Stati membri

Nel 2024, il tasso di dipendenza complessivo dell’UE dalle importazioni di energia si è attestato al 57%, con significative differenze tra i paesi. I livelli più elevati si registrano a Malta (98%), Lussemburgo (91%) e Cipro (88%), mentre i più bassi a Estonia (5%), Svezia (27%) e Lettonia (29%). Questi dati confermano l’importanza di accelerare la transizione energetica e di investire nelle fonti rinnovabili per ridurre la vulnerabilità ai mercati globali e ai conflitti geopolitici.

La sfida della sicurezza energetica europea

La situazione attuale evidenzia come l’Europa, pur avendo diversificato le importazioni e rafforzato la produzione interna, resti esposta a shock esterni. La riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e la promozione di energie rinnovabili diventano priorità strategiche per garantire stabilità dei prezzi, sicurezza dei cittadini e resilienza del sistema energetico.

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