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Caro energia, l’UE consiglia agli Stati misure drastiche: ridurre viaggi, velocità auto e promuovere telelavoro

Caro energia, l’UE consiglia agli Stati misure drastiche: ridurre viaggi, velocità auto e promuovere telelavoro

La guerra in Iran potrebbe avere conseguenze significative sui mercati energetici europei, non solo in termini di prezzi, ma anche di disponibilità di gas e petrolio. La Commissione europea ha invitato gli Stati membri a prepararsi a scenari di interruzione prolungata delle forniture, con l’obiettivo di proteggere famiglie e imprese.

Il commissario Dan Jørgensen ha suggerito misure volontarie per ridurre la domanda di combustibili fossili, concentrandosi in particolare sul settore dei trasporti. La strategia punta a evitare interventi che possano aumentare i consumi e a garantire che il carburante sia destinato a usi essenziali.

Misure proposte dalla Commissione europea

Tra le opzioni considerate vi sono la riduzione dell’uso di auto e aerei, l’incremento dei biocarburanti derivati da biomasse e il rinvio di manutenzioni non urgenti nelle raffinerie. Gli Stati membri sono inoltre invitati a coordinarsi per evitare effetti transfrontalieri e a monitorare costantemente l’andamento delle forniture e dei prezzi.

Queste raccomandazioni seguono indicazioni simili dell’Agenzia internazionale dell’energia, che ha invitato i governi a ridurre la velocità delle auto e aumentare il telelavoro.

Impatto sui prezzi e sulle finanze europee

Dall’inizio del conflitto, i prezzi del gas in Europa sono aumentati del 70%, quelli del petrolio del 60%. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno aggiunto 14 miliardi di euro alla spesa europea per combustibili fossili. Secondo il commissario Jørgensen, la crisi non sarà di breve durata e il ritorno alla normalità è lontano, anche in caso di cessate il fuoco immediato.

Strategie a breve e lungo termine

La Commissione europea prevede un nuovo intervento per fronteggiare il caro energia. Nel frattempo, gli Stati membri possono aiutare i gruppi più vulnerabili e i settori industriali più colpiti, ampliando per esempio gli aiuti di Stato.

Sul lungo periodo, la strategia resta investire in energie rinnovabili e nucleare per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e aumentare la resilienza energetica dell’Europa.

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