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Crisi energetica, la richiesta di FLP: “Rafforzare lo smart working nella PA”

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Crisi energetica, la richiesta di FLP: “Rafforzare lo smart working nella PA”

In risposta alla grave crisi energetica che sta colpendo il Paese, la FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e delle Pubbliche Funzioni) ha inviato una lettera ufficiale alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. La richiesta centrale del sindacato è l’emanazione immediata di disposizioni per il potenziamento del lavoro agile e da remoto in tutto il settore pubblico.

Consumi energetici e inefficienze strutturali

Secondo il segretario generale della FLP, Marco Carlomagno, la Pubblica Amministrazione rappresenta il settore con i maggiori consumi energetici a livello nazionale. Questa condizione è determinata da diversi fattori strutturali:

  • Capillarità degli uffici: La distribuzione diffusa delle sedi sul territorio comporta costi di gestione elevati.
  • Stato degli edifici: Molte strutture risultano non adeguatamente coibentate o non a norma, favorendo sprechi energetici.
  • Modalità gestionali: Il sindacato rileva una carenza di strategie attente al risparmio energetico negli edifici pubblici.

L’impatto dei trasporti e dei costi per i dipendenti

Oltre ai consumi diretti degli uffici, la nota della FLP pone l’accento sulla mobilità. Gli spostamenti casa-lavoro di circa 3,5 milioni di dipendenti pubblici incidono significativamente sul consumo di prodotti petroliferi.

Carlomagno evidenzia come le carenze del servizio di trasporto pubblico e l’ubicazione di molti uffici costringano i lavoratori all’utilizzo del mezzo proprio, aumentando non solo l’impatto ambientale ma anche i costi vivi sostenuti dai dipendenti per recarsi in servizio.

Il contesto europeo e le richieste al Governo

La posizione della FLP trova riscontro nelle recenti dichiarazioni del Commissario Europeo all’Energia, Dan Jorgensen, il quale ha invitato gli Stati membri a valutare misure di riduzione della domanda di carburanti, suggerendo esplicitamente l’aumento del ricorso al lavoro da remoto.

Sulla base di queste premesse, il sindacato chiede al Governo:

  1. Disposizioni specifiche: Anche in forma derogatoria, per superare le resistenze all’adozione dello smart working.
  2. Riconoscimento del lavoro agile: Come strumento strategico non solo per l’efficienza organizzativa, ma come misura di contrasto alla crisi energetica.

L’appello si estende anche alle singole Amministrazioni pubbliche, affinché procedano tempestivamente a rafforzare tutte le forme di lavoro a distanza, eliminando gli ostacoli burocratici ancora presenti.

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