Decreto Bollette, l’UNC avverte il Governo: “Assurdo fare cassa sulla luce e il gas”
La prossima settimana il Decreto Bollette approderà finalmente in Consiglio dei Ministri. L’annuncio del Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, è però accolto con freddezza dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC), stanca di quella che definisce una lunga sequela di parole a cui non corrispondono ancora fatti concreti.

L’appello a Pichetto: “Dalle parole ai fatti”
Il vicepresidente dell’UNC, Marco Vignola, non usa mezzi termini per commentare l’ennesimo annuncio governativo. Sebbene il testo ufficiale non sia ancora disponibile, le indiscrezioni trapelate finora non sembrano andare nella direzione sperata dai consumatori.
“Ovviamente esprimeremo un giudizio sul provvedimento quando potremo esaminare un testo varato dal Cdm, anche se le voci circolate finora non ci hanno certo entusiasmato,” ha dichiarato Vignola.
La “Ricetta Von der Leyen”: ridurre il carico fiscale
L’UNC indica al Governo una strada precisa, richiamando le recenti dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Secondo l’Associazione, la soluzione non sta in complessi meccanismi di sussidio, ma in una misura molto più lineare: ridurre gli oneri fiscali.
- Famiglie sotto pressione: Le tasse sulle bollette riducono direttamente la capacità di spesa dei cittadini, agendo come una tassa piatta che colpisce tutti indiscriminatamente.
- Imprese in crisi: Il peso fiscale sull’energia riduce la competitività delle aziende italiane rispetto ai partner europei.
- Lo Stato “Speculatore”: L’UNC definisce “assurdo” il tentativo del Governo di utilizzare le bollette energetiche come uno strumento per rimpinguare le casse dello Stato.
Cosa aspettarsi dal Cdm della prossima settimana?
La sfida lanciata dall’Unione Nazionale Consumatori è chiara: il nuovo decreto sarà giudicato efficace solo se conterrà un taglio strutturale delle accise e degli oneri di sistema. Qualsiasi altra misura rischierebbe di essere l’ennesima occasione persa per dare respiro a un’economia ancora provata dai costi energetici del 2026.
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