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Decreto carburanti: proroga del taglio accise fino al primo maggio

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Decreto carburanti: proroga del taglio accise fino al primo maggio

Il Consiglio dei ministri questa mattina ha approvato il nuovo decreto legge carburanti, prorogando il taglio delle accise fino al primo maggio. L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una conferenza stampa al termine della riunione a Palazzo Chigi.

Sconti su benzina, diesel e Gpl confermati

La misura estende lo sconto già introdotto il 18 marzo, che ha consentito agli italiani di risparmiare 25 centesimi al litro su benzina e diesel e 12 centesimi sul Gpl. La prima fase dell’intervento ha comportato un costo complessivo di circa 528 milioni di euro, con l’obiettivo di contenere l’impatto del caro energia su famiglie e imprese.

Crediti d’imposta per autotrasportatori e pesca

Il decreto prevede anche un credito d’imposta del 28 per cento sull’acquisto di gasolio destinato agli autotrasportatori e al settore della pesca. Inoltre, viene esteso il taglio delle imposte anche alle aziende agricole, ampliando la platea dei beneficiari delle misure di sostegno.

Le coperture economiche della misura

Secondo quanto dichiarato dal ministro Giorgetti, il costo della proroga fino al primo maggio è stimato intorno ai 500 milioni di euro. Di questi, circa 200 milioni derivano dall’aumento del gettito IVA, mentre i restanti 300 milioni provengono da risorse ETS non ancora utilizzate, senza intaccare i fondi destinati al sostegno delle imprese energivore.

Il contesto della crisi energetica internazionale

La proroga del taglio delle accise si inserisce in un quadro economico complesso, influenzato dalla crisi energetica legata alla guerra in Iran. Le tensioni internazionali stanno infatti incidendo sulle politiche economiche e fiscali dei Paesi europei.

Il rischio deficit e il dibattito europeo

Il ministro Giorgetti ha sottolineato come, a livello europeo, si stia valutando l’eventuale ricorso alla clausola di deroga rispetto ai vincoli di bilancio previsti dal nuovo regolamento di governance economica. Il possibile sforamento del limite del 3 per cento del deficit resta una questione aperta, strettamente legata all’evoluzione della crisi energetica.

Impatti economici e prospettive future

Il tema è stato discusso anche in sede internazionale, inclusi incontri del G7 e dell’Eurogruppo, dove è emerso un quadro preoccupante per le ricadute economiche globali. La durata del conflitto e della crisi energetica influenzerà le future decisioni di politica monetaria e fiscale, con possibili effetti su crescita, inflazione e stabilità economica.

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