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Deep-sea mining, WWF chiede moratoria globale per proteggere gli oceani

Deep-sea mining, WWF chiede moratoria globale per proteggere gli oceani

In occasione della 31esima sessione del Consiglio dell’International Seabed Authority (ISA) iniziata oggi a Kingston, in Giamaica, WWF ribadisce l’urgenza di adottare un approccio precauzionale sul deep-sea mining. L’estrazione mineraria dai fondali oceanici rappresenta un rischio elevatissimo per ecosistemi già vulnerabili e potrebbe provocare danni irreversibili alla biodiversità.

La pressione internazionale sull’ISA

Attualmente sono registrati una trentina di contratti di esplorazione presso l’ISA, con stati sponsors e aziende che esercitano forti pressioni sull’autorità internazionale. La trasparenza e l’indipendenza dell’ISA sono state più volte messe in discussione dagli esperti, rendendo necessaria una vigilanza rigorosa.

Impatti scientificamente documentati del deep-sea mining

Gli studi più recenti confermano effetti potenzialmente irreversibili:

La perdita di biodiversità bentonica è immediata: test nella Clarion-Clipperton Zone hanno mostrato un calo del 37% della densità macrofaunistica e una riduzione del 32% della ricchezza di specie due mesi dopo l’estrazione di 3.000 tonnellate di noduli polimetallici.

Gli impatti biologici persistono per decenni, con effetti osservati anche 40-44 anni dopo la perturbazione.

I sedimenti sollevati dalle operazioni possono trasportare CO2 e particelle su grandi distanze, causando effetti cumulativi sugli ecosistemi circostanti.

L’estrazione anche superficiale dei noduli comporterebbe il rilascio di CO2 accumulata nei fondali per millenni.

La richiesta di una moratoria globale

WWF e la Deep Sea Conservation Coalition chiedono una moratoria globale fino a quando non saranno disponibili dati scientifici sufficienti per valutare in sicurezza gli impatti del deep-sea mining. Paesi come la Norvegia hanno già sospeso le proprie attività di estrazione in attesa di ulteriori studi.

Giulia Prato, responsabile Mare per WWF Italia, ha dichiarato: “Oggi la scienza ci dice chiaramente che non siamo pronti per il deep-sea mining. Alterare gli ecosistemi di acque profonde potrebbe significare perdere specie, funzioni ecologiche e servizi fondamentali in modo irreversibile”.

Il ruolo dei cittadini e delle petizioni

Per aumentare la pressione sul Consiglio dell’ISA, WWF ha lanciato la petizione “Difendi gli abissi”, invitando cittadini di tutto il mondo a firmare e sostenere la protezione dei fondali marini e della loro biodiversità.

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