Dengue in aumento in Italia: casi importati quasi raddoppiati nei primi mesi del 2026
Nei primi mesi del 2026 si registra un forte aumento dei casi di dengue in Italia, tutti legati a viaggi all’estero. I dati aggiornati mostrano un incremento significativo rispetto allo scorso anno, inserendosi in un contesto globale in cui le arbovirosi continuano a diffondersi. A fornire il quadro è il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, che evidenzia anche il ruolo centrale delle mete turistiche nelle dinamiche di contagio.
Dengue in Italia: casi in crescita
Dal 1° gennaio al 31 marzo 2026 sono stati confermati 113 casi di dengue in Italia, tutti associati a viaggi internazionali. Si tratta di un dato nettamente superiore rispetto al 2025, quando nei primi cinque mesi dell’anno i casi erano stati 60.
L’aumento emerge dal primo aggiornamento mensile della dashboard sulle arbovirosi pubblicato dall’Istituto superiore di sanità, che monitora l’andamento di queste infezioni sul territorio nazionale. Nonostante la crescita dei contagi, tutti i casi registrati finora risultano senza esito fatale.
Maldive principale focolaio di esposizione
Secondo i dati raccolti, la maggior parte delle infezioni ha un’origine ben precisa. L’83 per cento dei casi di dengue segnalati in Italia è infatti legato a viaggi nelle Maldive.
Questo dato conferma il forte legame tra l’aumento dei contagi e i flussi turistici verso aree endemiche, dove il virus è trasmesso dalle zanzare. Le mete tropicali restano quindi un fattore chiave nella diffusione delle arbovirosi importate.
Il quadro globale: dengue in espansione
L’incremento dei casi in Italia si inserisce in una situazione internazionale in evoluzione. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie, tra gennaio e marzo 2026 la dengue è stata segnalata in 78 Paesi e territori.
Tra le aree più colpite figurano ancora le Maldive, che nel solo mese di gennaio hanno registrato 646 casi, in aumento rispetto ai mesi precedenti. Il dato evidenzia come la diffusione del virus resti elevata in diverse regioni del mondo.
Altre arbovirosi importate: chikungunya e Zika
Oltre alla dengue, il sistema di sorveglianza italiano ha rilevato anche altri casi di arbovirosi legati a viaggi all’estero. Sono state confermate 10 infezioni da chikungunya, con il 90 per cento dei contagi associato alle Seychelles.
Si aggiungono inoltre 2 casi di virus Zika, entrambi importati e senza conseguenze gravi. Nessun caso di encefalite da zecche è stato invece segnalato nel periodo considerato.
Prevenzione: come ridurre il rischio di contagio
Al momento, la principale strategia per prevenire la diffusione delle arbovirosi è ridurre l’esposizione alle punture di zanzara, soprattutto durante i periodi più favorevoli alla trasmissione.
Tra le misure consigliate vi sono l’utilizzo di repellenti e l’uso di abiti protettivi come pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, in particolare all’alba e al tramonto. È utile anche installare zanzariere alle finestre e soggiornare in ambienti climatizzati.
Fondamentale è inoltre eliminare i ristagni d’acqua, svuotando regolarmente contenitori come vasi, secchi e sottovasi, coprendo quelli non rimovibili e cambiando spesso l’acqua nelle ciotole degli animali. Anche le piscine per bambini devono essere svuotate quando non vengono utilizzate.
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