100 detenuti in permesso ripuliscono le spiagge italiane fianco a fianco coi volontari di Plastic Free onlus
A Torino, in un’ora e mezza, hanno raccolto 13.000 mozziconi. Ad Ancona altri 7.600. A Cagliari 500 kg di rifiuti rimossi da una pineta. Erano detenuti in permesso premio. Accanto a loro, centinaia di volontari.
È la fotografia di una giornata straordinaria organizzata da Plastic Free Onlus e Seconda Chance: oltre 100 persone detenute provenienti da 20 istituti penitenziari di tutta Italia, dai permissari di Torino ai detenuti in prova di Reggio Calabria, hanno lavorato fianco a fianco con i volontari per restituire decoro a spiagge, parchi e aree urbane in più di 15 città.
I numeri della giornata
Il bilancio finale parla da solo:
- ~400 kg di rifiuti a Castel Volturno, nell’Oasi dei Variconi
- 500 kg a Cagliari, nella pineta di Su Siccu
- 500 kg a Padova, nell’area del Due Palazzi
- 250 kg a Pesaro
- 200 kg a Terracina
- 150 kg a Napoli, alla Spiaggia dei Pescatori
- 13.000 mozziconi a Torino in meno di 90 minuti
- 7.600 mozziconi ad Ancona, dove è stata individuata anche una discarica abusiva
A Prato, oltre ai rifiuti raccolti, i volontari hanno scoperto e segnalato una discarica abusiva. A Salerno l’iniziativa si è trasformata anche in un momento di sensibilizzazione diretta con i cittadini in spiaggia.
“Sentirsi utili cambia tutto”
“Queste giornate sono momenti di incontro autentico tra persone”, ha dichiarato Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance. “Il reinserimento passa anche da qui: dalla possibilità di sentirsi utili e parte di una comunità.”
In alcune città, come Bacoli e Viterbo, la giornata ha assunto un valore ancora più profondo: le famiglie dei detenuti erano presenti, trasformando una raccolta rifiuti in un momento di comunità.
Un modello che cresce
“Non si tratta solo di rimuovere rifiuti, ma di creare connessioni e opportunità”, ha aggiunto Lorenzo Zitignani, direttore generale di Plastic Free Onlus. “Mettere insieme volontari e detenuti significa lanciare un messaggio forte: il cambiamento è possibile, per l’ambiente e per le persone.”
Il progetto, nato dalla collaborazione tra le due associazioni, coinvolge oggi una rete sempre più ampia di istituti penitenziari, uffici di esecuzione penale esterna e amministrazioni locali. Un modello che dimostra come tutela ambientale e inclusione sociale possano camminare insieme.
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