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Nasce Digital Impact for Species: lo strumento che misura l’impatto ambientale dei siti web

Nasce Digital Impact for Species: lo strumento che misura l’impatto ambientale dei siti web

Questa settimana è stato lanciato Digital Impact for Species, un nuovo strumento digitale che consente di calcolare l’impatto ambientale dei siti web in modo innovativo e immediato, mettendo al centro la natura. Il progetto, presentato durante il World Economic Forum di Davos, punta a rendere visibili i costi ambientali nascosti delle attività online, spesso ignorati dagli utenti.

A differenza dei tradizionali calcolatori di emissioni, lo strumento non si limita a stimare la produzione di anidride carbonica, ma analizza anche il consumo di acqua ed energia, traducendo questi dati in un impatto equivalente su animali, piante e alberi.

Cos’è Digital Impact for Species

Digital Impact for Species è stato sviluppato dagli esperti di clima dell’Università di Exeter in collaborazione con Madeby.studio. L’obiettivo è rendere comprensibile e concreto l’impatto ambientale del mondo digitale, superando un linguaggio tecnico e astratto per adottare indicatori più intuitivi e facilmente percepibili.

Secondo i ricercatori, quando navighiamo su Internet raramente consideriamo le risorse necessarie per far funzionare un sito web, dai data center alle reti di trasmissione, fino ai dispositivi utilizzati per la consultazione.

Come funziona lo strumento

Per calcolare l’impatto ambientale di un sito web è sufficiente inserire l’URL nella barra di ricerca di Digital Impact for Species. Lo strumento restituisce una valutazione complessiva che va da A+ a F, accompagnata da una stima dell’impatto sulla natura.

L’analisi tiene conto delle dimensioni complessive del sito, incluse immagini, script e fogli di stile. Viene inoltre verificato se l’hosting utilizza energia rinnovabile, grazie ai dati della Green Web Foundation, prima di procedere al calcolo delle emissioni e dei consumi associati.

Dalle emissioni agli effetti su piante e animali

Uno degli aspetti più innovativi dello strumento è il modo in cui comunica i risultati. Le emissioni di CO2 vengono espresse in termini di equivalenza con alberi e piante, il consumo di acqua viene rapportato al fabbisogno giornaliero di diverse specie animali, mentre l’energia utilizzata viene collegata all’impatto su impollinatori e piccoli animali.

Questo approccio mira a creare una connessione emotiva più forte con l’utente, rendendo l’impatto ambientale delle azioni digitali più tangibile e meno astratto.

Il peso nascosto della navigazione online

Secondo Marcos Oliveira Jr., responsabile del progetto e ricercatore dell’Università di Exeter, ogni visita a un sito web comporta costi ambientali significativi. L’energia necessaria per trasferire dati dai server ai dispositivi, così come l’acqua utilizzata per raffreddare i data center, contribuiscono in modo rilevante all’impronta ecologica di Internet.

Ridurre l’impatto ambientale online è difficile per i singoli utenti, se non limitando drasticamente il numero di ricerche e visite. Per questo motivo, la responsabilità principale ricade sui gestori dei siti web.

Come ridurre l’impatto ambientale dei siti web

I ricercatori indicano alcune strategie semplici ed efficaci per diminuire l’impronta ecologica di un sito. Tra queste figurano l’uso limitato di immagini, la riduzione dei font, una navigazione più semplice e l’evitare video quando non sono strettamente necessari.

Anche la scelta di un hosting alimentato da fonti rinnovabili può fare una grande differenza, così come la rimozione di codice superfluo e l’ottimizzazione delle pagine secondo le linee guida SEO, che consentono agli utenti di trovare più rapidamente le informazioni riducendo il carico complessivo di dati.

Un nuovo modo di pensare la sostenibilità digitale

Digital Impact for Species rappresenta un passo importante verso una maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale del digitale. Mostrando in modo chiaro e comprensibile come i siti web influiscono sugli ecosistemi, lo strumento invita aziende, sviluppatori e creatori di contenuti a ripensare il design e la gestione delle piattaforme online in chiave più sostenibile.

In un mondo sempre più digitale, rendere visibile il legame tra tecnologia e natura potrebbe diventare un elemento chiave per ridurre l’impronta ambientale globale di Internet.

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