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Energia e tensioni in Iran: Bonelli (AVS) denuncia il “ritardo strategico” dell’Italia

Angelo Bonelli energia

Energia e tensioni in Iran: Bonelli (AVS) denuncia il “ritardo strategico” dell’Italia

Le recenti evoluzioni del conflitto in Iran tornano a scuotere il mercato energetico e riaprono lo scontro politico sulla strategia di approvvigionamento del nostro Paese. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha duramente criticato l’operato del governo Meloni, accusandolo di non aver garantito all’Italia una reale indipendenza energetica.

La critica: “Ancora ostaggi del gas”

Secondo Bonelli, l’errore fondamentale risiederebbe nella continua dipendenza dal gas e dalle instabili dinamiche geopolitiche internazionali. Il parlamentare sostiene che la vulnerabilità italiana emerga con forza ogni volta che si accende un focolaio di guerra in aree chiave per le forniture di idrocarburi.

“La vera strada per tutelare cittadini e imprese è accelerare la transizione ecologica ed energetica, ma il governo sta rallentando questo percorso” – afferma Bonelli nella nota diffusa dal suo ufficio stampa.

I dati del rallentamento

Il portavoce dei Verdi cita numeri preoccupanti relativi all’ultimo anno solare:

  • Installazioni in calo: Nel 2025, le installazioni di impianti da fonti rinnovabili in Italia sarebbero diminuite del 27%.
  • Ostacoli normativi: Bonelli punta il dito contro le nuove norme che rischierebbero di paralizzare non solo i nuovi impianti, ma anche i sistemi di accumulo, considerati essenziali per rendere efficiente l’energia prodotta da sole e vento.

La soluzione proposta: Rinnovabili in 30 mesi

Contro la lentezza dei grandi progetti infrastrutturali legati ai combustibili fossili, AVS propone una sterzata decisa verso l’energia pulita:

  1. Velocità di esecuzione: Bonelli sottolinea che gli impianti rinnovabili possono essere completati in un arco di tempo compreso tra i 2 e i 2,5 anni.
  2. Indipendenza dalle guerre: La transizione viene indicata come l’unica strategia per sottrarre il prezzo dell’energia alle logiche dei conflitti internazionali.

Il dibattito resta aperto mentre i mercati osservano con apprensione l’area del Golfo Persico, con il rischio che la mancanza di un’autonomia strutturale possa tradursi in nuovi rincari nelle bollette di famiglie e imprese italiane.

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