Prezzi dell’energia ancora elevati: Italia immobile su consumi ed emissioni, rinnovabili in ritardo
Il sistema energetico italiano nel 2025 mostra una sostanziale stabilità, con consumi ed emissioni fermi ai livelli dell’anno precedente. Tuttavia, questa apparente calma nasconde criticità rilevanti: prezzi ancora molto alti rispetto al periodo precrisi e un ritardo significativo nello sviluppo delle fonti rinnovabili rispetto agli obiettivi nazionali ed europei. È quanto emerge dall’analisi annuale di ENEA, che fotografa un settore energetico in equilibrio precario, ulteriormente esposto alle tensioni geopolitiche globali.
Consumi ed emissioni stabili nel 2025
Nel 2025 i consumi energetici e le emissioni di CO2 in Italia restano sostanzialmente invariati rispetto al 2024, in linea con la tendenza registrata a livello europeo. I dati preliminari del primo trimestre 2026 mostrano un leggero calo, pari a circa l’1% per entrambe le grandezze.
A livello europeo, i consumi finali risultano fermi ai livelli del 2023, mentre in Italia si registra un lieve aumento. Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva europea sull’efficienza energetica, sarebbe necessario un calo medio annuo dei consumi del 3%, mentre il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima prevede una riduzione inferiore al 2% annuo.
Andamento delle fonti energetiche
Analizzando le fonti primarie, nel 2025 si osserva un aumento dei consumi di gas del 2%, dovuto principalmente a temperature più rigide e a una maggiore domanda da parte delle centrali elettriche. Nonostante ciò, i livelli restano inferiori del 14% rispetto alla media del periodo 2017-2022.
I consumi di petrolio rimangono stabili nel settore dei trasporti, mentre diminuiscono nella petrolchimica. Il carbone registra invece un forte calo del 16%, confermando il suo progressivo abbandono nella generazione elettrica.
Le fonti rinnovabili crescono dell’1%, ma la loro quota sui consumi finali si ferma poco sopra il 20%, ben al di sotto del 25% previsto dal PNIEC. Il contributo principale arriva dal fotovoltaico, che segna un aumento del 25% e arriva a coprire oltre un sesto della produzione elettrica nazionale.
Consumi per settore e livello di elettrificazione
Dal punto di vista settoriale, i consumi energetici mostrano un lieve incremento nei trasporti, pari allo 0,5%, mentre restano invariati nel settore civile. La domanda di energia elettrica si mantiene stabile rispetto al 2024, indicando una stagnazione nel processo di elettrificazione dei consumi.
Questo dato evidenzia come la transizione verso un sistema energetico più elettrificato proceda lentamente, frenata da fattori strutturali e dall’assenza di una crescita significativa della domanda elettrica.
Prezzi dell’energia ancora elevati
Nonostante la stabilizzazione dei consumi, i prezzi dell’energia restano su livelli elevati rispetto al periodo precedente alla crisi del 2022. Il gas registra un aumento del 70%, mentre l’energia elettrica segna un incremento del 100%.
Persistono inoltre forti differenze tra il mercato italiano e quelli europei. Il prezzo medio dell’elettricità in Italia si attesta a 116 €/MWh, superiore rispetto a Germania, Spagna e Francia. Anche il differenziale di prezzo del gas rispetto al principale hub europeo torna ad ampliarsi.
Impatto delle tensioni geopolitiche
Lo scenario energetico globale torna a essere instabile a causa delle tensioni legate alla guerra in Iran e al blocco dello stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas.
Questa situazione ha già avuto effetti concreti sui costi: solo nel mese di marzo si stima che il costo delle importazioni di gas possa superare i 2 miliardi di euro, con un extracosto significativo rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Anche per il petrolio si registra un aumento dei costi di importazione superiore al mezzo miliardo di euro.
Transizione energetica in ritardo
L’indice ISPRED di ENEA segna un nuovo minimo storico nel 2025, con un calo del 30% rispetto all’anno precedente, evidenziando criticità soprattutto sul fronte della decarbonizzazione.
Per raggiungere gli obiettivi al 2030, l’Italia dovrebbe ridurre le emissioni del 6% ogni anno nei prossimi cinque anni. Tuttavia, il paese risulta fuori traiettoria sia per quanto riguarda il petrolio, sia per lo sviluppo delle rinnovabili, in particolare nel settore dei trasporti, dove la quota si ferma al 10% contro il 15% previsto.
Tecnologie low carbon e bilancia commerciale
Un segnale positivo arriva dal miglioramento del deficit commerciale nelle tecnologie low carbon, che passa da oltre 5 a meno di 4 miliardi di euro nel 2025.
Questo risultato è trainato principalmente dalla crescita delle esportazioni di veicoli ibridi plug-in, soprattutto verso i mercati extraeuropei come gli Stati Uniti. Tuttavia, permangono criticità nel settore del fotovoltaico e nei veicoli elettrici puri, dove il deficit supera i 2,3 miliardi di euro.
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