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Sicurezza energetica, Pichetto Fratin rassicura: Italia senza rischi sugli approvvigionamenti

Sicurezza energetica, Pichetto Fratin rassicura: Italia senza rischi sugli approvvigionamenti

L’Italia non presenta attualmente rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. A rassicurare sullo stato del sistema energetico nazionale è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il question time di ieri pomeriggio alla Camera dei Deputati. Nonostante le tensioni internazionali e le conseguenze del conflitto in Iran, il livello degli stoccaggi e la strategia di diversificazione adottata negli ultimi anni consentono al Paese di mantenere una posizione stabile. Tuttavia, il governo sottolinea la necessità di accelerare la transizione energetica e rafforzare l’indipendenza nazionale nel medio e lungo periodo.

Stoccaggi italiani ai livelli più alti in Europa

Nel suo intervento nell’Aula di Montecitorio, il ministro Pichetto Fratin ha spiegato che attualmente non si riscontrano rischi per la sicurezza energetica dell’Italia. Questo risultato è legato principalmente alla strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento avviata negli ultimi anni.

A confermare la solidità del sistema energetico nazionale contribuisce anche il livello degli stoccaggi di gas, che ha raggiunto il 46,8%. Si tratta della percentuale più alta registrata tra gli Stati membri dell’Unione europea, un dato che garantisce una maggiore resilienza in caso di tensioni sui mercati energetici internazionali.

Il contesto geopolitico resta comunque complesso, soprattutto dopo le conseguenze determinate dal conflitto in Iran, che continua a influenzare i prezzi e la disponibilità di risorse energetiche a livello globale.

Diversificazione e rinnovabili per rafforzare l’indipendenza energetica

Secondo il ministro, l’esigenza immediata è proseguire con decisione nella diversificazione delle fonti energetiche. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da singoli fornitori e rafforzare l’autonomia energetica nazionale.

In questo percorso assume un ruolo centrale lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Nel 2025 queste hanno coperto il 41% della domanda energetica italiana, segnando un importante passo avanti nella transizione energetica.

Nello stesso anno la capacità installata è cresciuta di 7.200 megawatt, portando la potenza complessiva a 83,5 gigawatt. Parallelamente prosegue l’attività di valutazione dei nuovi impianti: al 31 gennaio 2026 risultano in istruttoria 1756 progetti relativi a fonti rinnovabili, di cui 1721 sono considerati procedibili.

Questi numeri dimostrano un’accelerazione significativa nello sviluppo delle energie pulite, ritenute fondamentali per aumentare l’indipendenza energetica del Paese.

Prezzo dell’energia e revisione del sistema ETS

Tra i temi centrali affrontati dal ministro c’è anche il problema del costo dell’energia. Pichetto Fratin ha sottolineato la necessità di disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas naturale, una dinamica che negli ultimi anni ha contribuito all’aumento delle bollette.

In questo contesto il ministro ha evidenziato anche l’impatto del sistema europeo di scambio delle emissioni, noto come ETS, sulla produzione termoelettrica e sul prezzo finale dell’elettricità.

Per affrontare questa situazione, secondo il governo sono necessarie misure a livello europeo. In particolare è stata proposta una rimodulazione, anche temporanea, del meccanismo di tassazione del carbonio applicato alla produzione di energia, in attesa di una revisione più ampia e strutturale del sistema.

Il ruolo della cooperazione internazionale e del G7 Energia

Un altro elemento chiave per affrontare l’attuale fase energetica riguarda la cooperazione internazionale. Il ministro ha ricordato l’impegno assunto durante il G7 Energia straordinario che si è tenuto a Parigi il 10 marzo.

In quell’occasione i Paesi partecipanti hanno ribadito l’importanza di una solidarietà reciproca nella gestione delle risorse energetiche. Tra le ipotesi considerate c’è l’utilizzo coordinato degli stoccaggi per compensare eventuali carenze di disponibilità a livello mondiale.

Questo approccio mira a rafforzare la sicurezza energetica collettiva e a prevenire crisi di approvvigionamento nei momenti di maggiore tensione sui mercati globali.

Semplificazioni per rinnovabili e gas nazionale

Nel corso dell’intervento alla Camera sono state illustrate anche alcune misure destinate ad accelerare lo sviluppo delle infrastrutture energetiche.

Tra queste rientra la revisione della disciplina delle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, che punta a semplificare le procedure autorizzative e favorire nuovi investimenti.

Un’altra novità riguarda il meccanismo della saturazione virtuale della rete, pensato per facilitare la realizzazione e l’allaccio di progetti energetici solidi. Inoltre il governo intende incentivare contratti di approvvigionamento energetico a lungo termine, utili a sostenere il processo di decarbonizzazione dei consumi industriali, anche attraverso sistemi di autoproduzione.

Sul fronte del gas nazionale sono state introdotte ulteriori semplificazioni amministrative e tempistiche più certe per le autorizzazioni. Queste misure, insieme al meccanismo del gas release, hanno contribuito a far risalire la produzione nazionale a 3,3 miliardi di metri cubi nel 2025, invertendo un trend di calo che durava da anni.

Il nucleare nel medio periodo per l’autonomia energetica

Guardando al futuro, il ministro ha ribadito che nel medio periodo sarà fondamentale considerare anche la produzione di energia nucleare. Secondo il governo, questa tecnologia potrebbe contribuire a rafforzare l’autonomia strategica e la competitività sia dell’Italia sia dell’Unione europea.

Il nucleare viene quindi indicato come una possibile componente del mix energetico futuro, insieme allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica.

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