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Extraprofitti energia: Greenpeace chiede tasse strutturali per finanziare rinnovabili e sanità

Extraprofitti energia: Greenpeace chiede tasse strutturali per finanziare rinnovabili e sanità

La proposta di una tassa straordinaria sugli extraprofitti delle aziende energetiche riaccende il dibattito in Europa. Dopo la lettera inviata da cinque ministri dell’Economia al commissario europeo per il clima, Greenpeace Italia interviene chiedendo misure più incisive e durature che coinvolgano anche il settore della difesa.

La proposta dei ministri europei sugli extraprofitti

Il 3 aprile scorso i ministri dell’Economia di Italia, Germania, Austria, Spagna e Portogallo hanno chiesto all’Unione europea di introdurre una tassa straordinaria sugli extraprofitti delle aziende energetiche. L’obiettivo è redistribuire parte dei guadagni generati dall’aumento dei prezzi legato alle tensioni internazionali, in particolare alla guerra in Medio Oriente.

La posizione di Greenpeace Italia

Greenpeace Italia ha accolto la proposta con cautela, definendola tardiva e insufficiente. Secondo l’organizzazione, non bastano interventi emergenziali: è necessario introdurre misure strutturali che colpiscano non solo gli extraprofitti ma l’intero sistema di profitti delle aziende dei combustibili fossili e del settore militare.

La proposta bocciata nella legge di bilancio 2026

Già nei mesi precedenti, Greenpeace Italia aveva promosso emendamenti alla legge di bilancio 2026 per introdurre un contributo straordinario temporaneo a carico delle imprese fossili e della difesa. La misura, presentata in Parlamento da diverse forze politiche, puntava a finanziare le energie rinnovabili e la sanità pubblica, ma è stata respinta dal governo.

Guerra, energia e aumento delle bollette

Le tensioni geopolitiche, tra cui il conflitto in Medio Oriente, stanno contribuendo a una nuova fase di instabilità economica e inflazione. In Italia, dal 1° aprile, anche i clienti vulnerabili stanno subendo un aumento dell’8,1 per cento delle bollette energetiche, aggravando la situazione delle famiglie più fragili.

Profitti in crescita per energia e industria militare

Secondo Greenpeace, mentre cittadini e imprese affrontano rincari e crisi economica, i settori energetico e militare registrano utili record. In particolare, l’industria militare italiana ha visto raddoppiare i propri profitti tra il 2021 e il 2024, con ulteriori crescite nel 2025, alimentate dall’aumento delle spese militari globali.

La richiesta di una tassazione più equa e strutturale

Greenpeace sottolinea che il principio secondo cui chi trae profitto dalle conseguenze della guerra dovrebbe contribuire al benessere collettivo deve essere applicato in modo più ampio. Non solo le aziende energetiche, ma anche quelle della difesa dovrebbero essere coinvolte in una tassazione più equa, finalizzata a sostenere la transizione energetica e i servizi pubblici.

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