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La fine di un’era: Fidenza si libera definitivamente dalle scorie del passato industriale

Fidenza

La fine di un’era: Fidenza si libera definitivamente dalle scorie del passato industriale

Per chi vive a Fidenza, i nomi ex Carbochimica ed ex Cip non sono solo vecchi stabilimenti dismessi; rappresentano per decenni il simbolo di un’eredità ambientale pesante, fatta di inquinanti invisibili ma persistenti. Oggi, con la visita del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il percorso di risanamento iniziato nel 2001 taglia finalmente il traguardo dell’ultima fase.

Un’area di 140mila metri quadrati — l’equivalente di circa 20 campi da calcio — sta per essere definitivamente decontaminata e restituita alla sicurezza dei cittadini e delle generazioni future.

Perché questo intervento salva la salute del territorio?

I Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono porzioni di territorio dove la pericolosità degli inquinanti è tale da richiedere un intervento dello Stato. Nel caso di Fidenza, il terreno ha custodito per anni residui di produzioni chimiche altamente impattanti:

  • Piombo tetraetile e mercaptani: sostanze chimiche complesse che, se disperse, possono minacciare le falde acquifere profonde.
  • Distillati di catrame e carbon fossile: residui delle lavorazioni della Carbochimica, noti per la loro persistenza ambientale.

La bonifica non è solo un’operazione di pulizia del suolo, ma un atto di prevenzione sanitaria che elimina alla radice il rischio di esposizione per la popolazione locale.

L’ultimo tassello: 19,3 milioni per il completamento

Grazie alla collaborazione tra istituzioni (Ministero, Regione, Provincia e Comune), sono stati sbloccati gli ultimi 19,3 milioni di euro necessari per chiudere i cantieri. Questi fondi si aggiungono ai 28 milioni già investiti, portando il totale del risanamento a quasi 50 milioni di euro.

“Bonificare i siti contaminati è una responsabilità pubblica che riguarda la tutela della salute delle persone,” ha sottolineato il presidente della Regione, Michele de Pascale. L’obiettivo è trasformare queste aree in spazi sicuri, pronti per la rigenerazione urbana e nuove opportunità di sviluppo.

Un modello per l’Emilia-Romagna

Fidenza non è un caso isolato. L’assessora Priolo ha ricordato che questo intervento fa parte di un piano regionale che ha già completato il 70% dei risanamenti previsti. La fase conclusiva di Fidenza rappresenta un segnale di speranza per tutte le comunità che convivono con “siti orfani” o aree compromesse: la tecnologia e la volontà politica possono sanare anche le ferite ambientali più profonde.

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