Firenze apre la strada in Italia: stop alla pubblicità dei combustibili fossili
Firenze compie un passo nella lotta alla crisi climatica, diventando la prima città italiana a mettere un limite alla pubblicità dei prodotti legati ai combustibili fossili e alle attività ad alto impatto ambientale. Una decisione che si inserisce nel solco degli appelli della comunità scientifica internazionale e delle Nazioni Unite, che da tempo sottolineano la necessità di intervenire non solo sulle emissioni, ma anche sulla narrazione culturale che continua a renderle accettabili e desiderabili.
La mozione approvata
Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Firenze ha approvato a larga maggioranza una mozione che invita sindaca e giunta a introdurre restrizioni, fino al possibile divieto, per le pubblicità legate a prodotti e servizi con un’elevata impronta di carbonio. Il testo, già discusso e approvato con emendamenti nel giugno 2025 dalla Commissione per lo sviluppo economico del Comune, ha come oggetto l’adozione di limitazioni sulle pubblicità relative alle fonti fossili.
Si tratta di un atto politico che, pur non traducendosi ancora in un divieto operativo immediato, segna un passaggio rilevante: portare anche in Italia il dibattito internazionale sulla responsabilità climatica della comunicazione commerciale.
Quali pubblicità finiscono nel mirino
La mozione prende di mira in particolare i carburanti fossili e i prodotti direttamente collegati al loro utilizzo. Tra questi rientrano le automobili con motore a combustione, soprattutto SUV e veicoli di grandi dimensioni, ma anche compagnie aeree, crociere e, più in generale, tutte le attività fortemente dipendenti dall’uso di fonti fossili.
L’obiettivo non è colpire singoli settori in modo isolato, ma mettere in discussione un modello di consumo che risulta incompatibile con gli obiettivi climatici e con la necessità di ridurre drasticamente le emissioni nei prossimi anni.
Perché la pubblicità è un tema climatico
Alla base della mozione c’è un’idea chiara: la transizione ecologica non riguarda soltanto tecnologia, energia e infrastrutture, ma anche l’immaginario collettivo. La pubblicità contribuisce a costruire desideri, aspirazioni e modelli di successo, normalizzando comportamenti ad alto impatto ambientale.
Limitare la pubblicità fossile significa ridurre l’esposizione quotidiana, soprattutto delle persone più giovani, a messaggi che presentano come normali e desiderabili scelte di consumo in contrasto con gli obiettivi climatici. Secondo i promotori, intervenire sulla comunicazione è quindi una leva fondamentale per accompagnare il cambiamento culturale necessario.
Firenze nel contesto internazionale
Con questo voto, Firenze si affianca a oltre cinquanta città nel mondo che hanno già adottato politiche simili contro la pubblicità dei combustibili fossili. Tra queste ci sono Amsterdam, Boemendaal, Utrecht e l’Aia, che hanno scelto di agire a livello locale per accelerare l’azione climatica.
L’esperienza internazionale dimostra come le città possano diventare veri e propri laboratori di politiche climatiche concrete, soprattutto quando i processi decisionali a livello nazionale o globale procedono più lentamente.
Gli spazi pubblici al centro del cambiamento
L’attenzione della mozione si concentra in particolare sugli spazi pubblici finanziati direttamente o indirettamente con risorse collettive. Fermate di autobus e tram, infrastrutture del trasporto urbano e altri luoghi della quotidianità cittadina sono considerati punti chiave, perché qui la comunicazione commerciale raggiunge ogni giorno milioni di persone.
Secondo i promotori, è proprio in questi spazi che deve iniziare il cambiamento, evitando che fondi pubblici contribuiscano a diffondere messaggi in contrasto con gli impegni climatici.
I prossimi passi dopo l’approvazione
Con l’approvazione della mozione, ora l’attenzione si sposta sulla sindaca e sulla Giunta comunale, chiamate ad adottare le misure necessarie per tradurre l’indirizzo politico in atti concreti. Le modalità e i tempi di attuazione saranno decisivi per capire l’impatto reale di questa scelta.
In ogni caso, il voto del Consiglio comunale rappresenta un segnale forte: anche in Italia il tema della pubblicità fossile entra ufficialmente nel dibattito pubblico, aprendo la strada a nuove politiche urbane orientate alla giustizia climatica e alla trasformazione culturale.
Share this content:







