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Frana “Apocalittica” a Niscemi: 1.000 persone senza casa. L’accusa del WWF: “Governo immobile”

frana Niscemi

Frana “Apocalittica” a Niscemi: 1.000 persone senza casa. L’accusa del WWF: “Governo immobile”

Una frana definita “apocalittica” sta devastando il territorio di Niscemi, in Sicilia. Il movimento franoso, riattivazione di un vecchio dissesto del 1997, appare attualmente inarrestabile e ha già costretto 1.000 residenti ad abbandonare d’urgenza le proprie abitazioni.

Il WWF Italia lancia un grido d’allarme durissimo: dopo il passaggio del ciclone “Harry”, la fragilità del territorio siciliano è stata esposta a livelli critici, trasformando la crisi climatica in una “nuova normalità” fatta di emergenza perenne e rischi per la sicurezza dei cittadini.

L’attacco del WWF: “Prevenzione ferma, miliardi sprecati sul Ponte”

L’associazione ambientalista punta il dito contro le scelte strategiche dell’Esecutivo, accusandolo di agire solo sull’emergenza e di ignorare i piani di prevenzione a lungo termine.

  • Il Piano nel cassetto: Il WWF chiede l’attuazione immediata del PNACC (Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici), che risulterebbe ancora fermo nonostante l’aumento degli eventi meteo estremi.
  • Il nodo infrastrutture: “Si continuano a sprecare miliardi su progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto“, denuncia la nota, “invece di mettere in sicurezza centri urbani e strade fragili come quelle di Niscemi”.
  • Lobby e Ideologia: L’organizzazione parla di una “farsa” governativa che etichetta come “ideologia green” le politiche di sostenibilità per difendere le lobby del fossile, ritardando la necessaria decarbonizzazione.

La crisi di Niscemi in numeri

DatoDettaglio
Persone evacuate1.000 cittadini
Durata dell’evento10 giorni di movimento attivo
Precedente storicoDissesto idrogeologico del 1997
Causa scatenanteCiclone Harry e crisi climatica
Richiesta principaleLegge nazionale sul Consumo di Suolo

Cosa serve per evitare nuove catastrofi

Secondo il WWF, non agire ora significa compromettere definitivamente la sicurezza e l’economia del Paese. Sono tre le richieste urgenti poste sul tavolo:

  1. Stop al Consumo di Suolo: Una legge nazionale (attualmente scomparsa dal dibattito) per fermare l’artificializzazione del territorio.
  2. Patto per il Clima: Un accordo tra istituzioni, imprese e comunità scientifica per una transizione energetica reale.
  3. Investimenti Territoriali: Spostare le risorse dalle “grandi opere” alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei territori a rischio idrogeologico.

“Non agire ora significa compromettere sicurezza, economia e futuro del Paese. Basta gridare all’ideologia green per nascondere l’immobilismo.” – WWF Italia

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