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Qualità dell’aria: Italia sotto accusa (anche) a causa di Frosinone e Ceccano

Direttiva Ue

Qualità dell’aria: Italia sotto accusa (anche) a causa di Frosinone e Ceccano

Frosinone e Ceccano dal 2008 hanno violato il diritto dell’Unione Europea per la qualità dell’aria. Lo sostiene la Commissione Europea che ha inviato una lettera di messa in mora all’Italia, sollevando gravi preoccupazioni riguardo all’inquinamento atmosferico, con particolare riferimento proprio a questi due comuni. A renderlo noto è l’Associazione Fare Verde di Frosinone. Questo, in sintesi, quanto è successo: la Direzione Generale Ambiente Conformità, Governance e Sostegno agli Stati Membri, direttamente da Bruxelles, ha convalidato le osservazioni sollevate in una lettera da Marco Belli, presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone.



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La Direzione Ambiente della Commissione Europea ha avvertito che in caso di persistente mancato rispetto delle sentenze, la questione potrebbe essere portata nuovamente davanti alla Corte di Giustizia. Inoltre, la Commissione si aspetta che le autorità italiane adottino tutte le misure necessarie per porre fine alle violazioni accertate dalla Corte, e a quelle sollevate nella lettera di messa in mora.

La direttiva dell’Unione Europea

La direttiva dell’Unione Europea sulla qualità dell’aria impone chiari valori limite per la concentrazione di inquinanti nell’aria, inclusi i pericolosi Pm10, ai quali i comuni di Frosinone e Ceccano non hanno aderito. L’Italia è stata condannata per non aver rispettato i valori limite giornalieri e annuali per il Pm10 nella zona della Valle del Sacco, secondo quanto stabilito dalla direttiva sulla qualità dell’aria ambiente 2008/50/CE. La Commissione Europea ha quindi emesso una lettera di messa in mora, sottolineando l’inerzia italiana nel dare esecuzione a una precedente sentenza della Corte del 2020, che coinvolge direttamente anche i comuni di Frosinone e Ceccano.

Il presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone ha espresso forte critica nei confronti di alcune dichiarazioni rilasciate da amministratori comunali, definendole “inappropriate” e distanti dalla realtà sottolineata dall’associazione ambientalista. È evidente che, nonostante le condanne e le richieste dell’Unione Europea, le istituzioni nazionali, regionali e comunali non hanno adottato provvedimenti efficaci per affrontare il problema.

Inquinamento dell’aria

L’inquinamento dell’aria da Pm10 persiste dal 2008, come confermato dalla sentenza della causa C-644/18 Commissione Europea/Repubblica Italiana, e le conseguenze sono gravi sia per la salute dei cittadini che per le possibili sanzioni pecuniarie che potrebbero essere imposte dall’Unione Europea.

Fare Verde chiede azioni immediate

Fare Verde Provincia di Frosinone sottolinea la necessità di un’immediata azione da parte delle autorità competenti per garantire la salute e la qualità della vita dei cittadini, anziché favorire gli interessi economici di pochi. La situazione richiede un cambiamento radicale di approccio, altrimenti le multe milionarie potrebbero rappresentare solo l’inizio di una lunga serie di conseguenze negative, conclude Fare Verde.

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