Loading Now

Gasolio a 2,07 euro: il governo sceglie i bonus, il Codacons dice no. «Il pieno costa 415 euro in più all’anno»

caro gasolio accise

Gasolio a 2,07 euro: il governo sceglie i bonus, il Codacons dice no. «Il pieno costa 415 euro in più all’anno»

Il ministro Urso chiude la porta al taglio delle accise e punta sui bonus per le famiglie meno abbienti. Il Codacons risponde con i numeri: un palliativo inutile mentre il gasolio tocca nuovi massimi.

Mentre il gasolio alla pompa raggiunge oggi una media nazionale di 2,07 euro al litro, il governo sembra aver scelto la propria strada sul caro carburanti: niente taglio delle accise, ma bonus mirati alle famiglie meno abbienti. Una soluzione che il Codacons bolla senza mezzi termini come «palliativo inutile che non risolve il problema e non apporta benefici all’intera collettività».

I numeri del rincaro

I dati Mimit del 15 marzo fotografano una situazione che pesa concretamente sui bilanci familiari. Il gasolio segna 34 centesimi in più rispetto al periodo pre-conflitto. Tradotto in termini pratici: ogni pieno di diesel costa oggi 17,3 euro in più rispetto ad allora. Con una media di due pieni al mese, il conto annuale per ogni automobilista sale a 415 euro in più all’anno.

Il precedente Draghi che il governo ignora

Il Codacons contesta anche i numeri portati dal ministro Urso a sostegno della sua tesi contraria al taglio delle accise. L’associazione ricorda che la riduzione della tassazione sui carburanti operata dal governo Draghi nel marzo 2022 portò l’indice nazionale dell’inflazione a calare immediatamente dello 0,5% — dal 6,5% al 6% — equivalente, considerata la spesa per consumi delle famiglie italiane di quell’anno, a un risparmio di circa 4 miliardi di euro per la collettività. «Senza i benefici diretti e indiretti di quel taglio», aggiunge il Codacons, «il tasso di inflazione sarebbe schizzato ancora più in alto».

Bonus sì, taglio no: la scelta del governo

La linea tracciata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso punta quindi su misure selettive a favore delle fasce meno abbienti, escludendo un intervento strutturale sulla fiscalità dei carburanti. Per il Codacons questa scelta lascia senza risposta la parte più ampia della platea dei consumatori, penalizzando chi usa l’auto per lavoro, chi vive in aree non servite dai trasporti pubblici e le imprese che dipendono dal trasporto su gomma.

Share this content: