Il gasolio è aumentato del 21% dall’inizio del conflitto. E ogni giorno gli italiani pagano 16 milioni di euro in più
Mentre il governo aspetta, il contatore gira. Oggi il prezzo medio del gasolio in Italia ha raggiunto 2,087 euro al litro. Dall’inizio del conflitto in Ucraina il diesel è rincarato di 36,4 centesimi, con un incremento complessivo del +21,1%. I dati arrivano dal Codacons, che ha elaborato gli ultimi prezzi comunicati dal Mimit.
Quanto ti costa davvero
I numeri concreti sono quelli che fanno più male. Rispetto a fine febbraio, un pieno di gasolio costa oggi 18,2 euro in più. Con due pieni al mese, fa 437 euro in più all’anno — quasi mezzo stipendio mensile netto per molte famiglie italiane.
La benzina se la cava un po’ meglio, ma non troppo: l’aumento dall’inizio del conflitto è del +10,8%, pari a circa 9 euro in più a pieno.
16 milioni di euro al giorno. In più.
C’è un numero che il Codacons mette sul tavolo e che vale la pena leggere due volte: ogni singolo giorno, solo per i rifornimenti sulla rete ordinaria — strade e autostrade, senza contare i consumi extra-rete — gli italiani stanno pagando oltre 16,5 milioni di euro in più rispetto a prima del conflitto.
Al giorno.
Il governo tace, le accise restano intatte
L’associazione torna a chiedere quello che chiede da settimane: un taglio immediato delle accise, «unica misura utile per calmierare i listini ed evitare un disastro economico». Nel frattempo, Palazzo Chigi tergiversa tra posizioni contraddittorie — la Meloni che parla di intervento futuro condizionato, Urso che evoca bonus per i meno abbienti — mentre alla pompa non cambia nulla.
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