Giornata Mondiale della Salute, WWF: “Siamo nell’era dell’Homo Chimicus”
In occasione della Giornata Mondiale della Salute, il WWF Italia ha diffuso un’analisi dettagliata sull’impatto degli agenti inquinanti sull’organismo umano. L’organizzazione parla apertamente di un nuovo stadio evolutivo involontario, definito “Homo chimicus”: un essere umano esposto costantemente a miscele complesse di contaminanti che interagiscono tra loro con effetti sinergici ancora poco indagati.
L’allarme: oltre la valutazione “sostanza per sostanza”
Secondo il WWF, l’attuale sistema di valutazione del rischio chimico è parziale poiché analizza le sostanze singolarmente, senza considerare l’effetto cumulativo del “cocktail” chimico che respiriamo e ingeriamo quotidianamente. Questa esposizione cronica è messa in relazione con segnali preoccupanti osservati nei Paesi industrializzati:
- Aumento dei casi di infertilità e disfunzioni endocrine.
- Disturbi dello sviluppo neurocognitivo e incremento delle diagnosi di autismo.
- Vulnerabilità immunitaria e riduzione del quoziente intellettivo.
La ricerca suggerisce che la combinazione di fattori genetici e ambientali, unita a una particolare ipersensibilità chimica, sia determinante soprattutto durante la gravidanza e la prima infanzia.
I principali contaminanti analizzati
Il documento del WWF individua diverse categorie di sostanze che minacciano l’integrità biologica:
- Inquinamento atmosferico: PM2,5, ossidi di azoto e ozono, derivanti da traffico, industrie e allevamenti intensivi, sono indicati come cause primarie di malattie cardiovascolari e tumori polmonari.
- PFAS e Pesticidi: Le “sostanze eterne” (PFAS) e i residui di pesticidi interferiscono con il sistema ormonale e metabolico, accumulandosi nei tessuti per decenni.
- Microplastiche e Additivi: Presenti in cosmetici, imballaggi e acqua, le microplastiche possono trasportare altre sostanze tossiche all’interno dell’organismo.
- Inquinamento Indoor: VOC (composti organici volatili) provenienti da mobili, vernici ed elettronica rendono l’aria domestica potenzialmente pericolosa quanto quella esterna.
La soluzione: l’approccio One Health
Per rispondere a questa emergenza, Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia, invoca un cambio di paradigma basato sulla strategia One Health. Questo approccio riconosce l’interconnessione indissolubile tra la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi: “Non può esistere salute in un ambiente malato”.
Le richieste istituzionali avanzate dall’organizzazione includono:
- Rafforzamento del biomonitoraggio e della ricerca sulle esposizioni multiple.
- Applicazione rigorosa del principio di precauzione per la messa al bando delle sostanze più pericolose.
- Responsabilizzazione delle imprese nella sostituzione di componenti nocivi con alternative sicure.
- Promozione di consumi consapevoli per orientare il mercato.
L’analisi si conclude con un sollecito alla politica e alla scienza affinché adottino norme più ambiziose, accelerando la transizione verso una chimica sicura e sostenibile per proteggere le generazioni presenti e future.
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