Giornata mondiale delle Zone Umide, Pichetto: “tutelarle in risposta al clima che cambia”
Le zone umide rappresentano un patrimonio naturale fondamentale per la tutela della risorsa idrica e per la lotta agli effetti del cambiamento climatico. A ribadirlo è Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione della Giornata Mondiale delle zone umide, sottolineando come questi ecosistemi forniscano una vasta gamma di servizi ecosistemici essenziali.
Secondo il ministro, la protezione delle zone umide costituisce una vera e propria soluzione basata sulla natura, capace di rispondere in modo efficace alle sfide poste dal clima che cambia, dalla gestione dell’acqua alla conservazione della biodiversità.
Il ruolo dell’Italia
La celebrazione della Giornata mondiale delle zone umide assume quest’anno un significato particolare, poiché coincide con il cinquantesimo anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Ramsar sulle Zone Umide di Importanza Internazionale. L’accordo fu firmato nel 1971 nella città iraniana di Ramsar e rappresenta ancora oggi uno dei principali strumenti globali per la tutela di questi ecosistemi.
Attualmente l’Italia conta 63 zone umide riconosciute come siti Ramsar, a cui si aggiungono altri tre siti in fase di designazione. Un patrimonio diffuso sul territorio nazionale, che svolge un ruolo chiave nella regolazione dei cicli idrici, nella protezione dalle alluvioni e nel mantenimento degli equilibri ecologici.
Zone umide e politiche ambientali nazionali
Le zone umide sono al centro dell’azione programmatica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La loro tutela è infatti integrata in strumenti strategici come la Strategia nazionale sulla biodiversità e il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici.
Secondo Pichetto, lo scenario climatico in continuo mutamento rende ancora più urgente la difesa di queste aree naturali dalle principali minacce, tra cui l’avanzamento del cuneo salino, fenomeno che compromette la qualità delle acque dolci e gli habitat naturali, soprattutto nelle aree costiere e deltizie.
Tutela delle zone umide
Il ministro ha infine sottolineato la necessità di una forte coesione istituzionale e amministrativa per proteggere le zone umide italiane. La salvaguardia di questi ecosistemi richiede infatti un impegno coordinato tra Stato, Regioni, enti locali e comunità territoriali.
Difendere le zone umide significa non solo preservare la biodiversità, ma anche rafforzare la resilienza dei territori agli eventi climatici estremi, migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire benefici ambientali, sociali ed economici di lungo periodo.
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