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Bollette, scatta l’allarme prezzo fisso: le grandi aziende revocano le offerte. La denuncia

Bollette, scatta l’allarme prezzo fisso: le grandi aziende revocano le offerte. La denuncia

Il mercato dell’energia sta subendo una sterzata improvvisa che rischia di lasciare milioni di utenti senza protezione. Aepi (Confederazione Associazioni Europee di Professionisti e Imprese), Assium (Associazione Italiana Utility Manager) e Consumerismo No Profit hanno lanciato un duro atto di accusa: i grandi gruppi energetici e le principali società partecipate pubbliche stanno revocando le offerte a prezzo fisso in meno di 24 ore.

La mossa, scattata in risposta all’instabilità geopolitica in Medio Oriente, sta cancellando la possibilità per famiglie e imprese di bloccare la tariffa, esponendole direttamente alla volatilità delle quotazioni all’ingrosso.

L’affondo delle Associazioni: “Speculazioni e distorsioni”

Nella nota congiunta, le tre sigle denunciano come la crisi internazionale venga utilizzata per modificare repentinamente le strategie commerciali, scaricando il rischio d’impresa interamente sul consumatore finale.

Le richieste al Governo sono drastiche:

  • Blocco del DL Bollette: Le associazioni chiedono di fermare l’iter del decreto, ritenuto uno strumento insufficiente a fronteggiare le manovre speculative in atto nel mercato libero.
  • Riforma del Prezzo Marginale: Viene sollecitata l’eliminazione del meccanismo che lega il costo di tutta l’energia (anche quella prodotta da fonti meno care) al prezzo del gas. Secondo i denuncianti, questo sistema è la radice delle attuali distorsioni dei prezzi.
  • Protezione per le PMI: Il tessuto produttivo italiano, composto da piccole e medie imprese, è il più vulnerabile alla scomparsa dei prezzi fissi, che rendono impossibile la pianificazione dei costi operativi.

Il ruolo delle partecipate pubbliche

Un punto centrale della denuncia riguarda il comportamento dei gruppi a partecipazione pubblica. Se i leader del mercato sono i primi a ritirare le offerte stabili, il segnale inviato all’intero comparto è di totale incertezza. Per Aepi, Assium e Consumerismo, questo atteggiamento aggrava la fragilità di un sistema già scosso dai precedenti rincari energetici.

Cosa rischiano i consumatori?

Senza la possibilità di sottoscrivere contratti a prezzo fisso, l’unica opzione rimane il prezzo variabile (indicizzato). Questo significa che ogni singola tensione internazionale o interruzione nelle rotte del gas si tradurrà in un rincaro immediato nella bolletta del mese successivo, annullando di fatto le tutele cercate dagli utenti nel mercato libero.

Le associazioni concludono ribadendo la necessità di una riforma strutturale che protegga realmente famiglie e imprese dalle speculazioni, superando la logica dei bonus temporanei che non affrontano le criticità sistemiche del mercato energetico italiano.

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